Il Mulino Libri
Libri editi da Il Mulino con argomento Arte EUROPA
Artisti in fuga da Hitler. L'esilio americano delle avanguardie europee Passaro Maria - Il Mulino, 2018 - Saggi
Emblematica della furia censoria nazista, la mostra sull'«Arte degenerata» del 1937 presenta gli artisti d'avanguardia come un residuo sociale perverso e irrecuperabile. In quel clima carico di minacce, un'intera leva di artisti si trovò a dover fuggire dall'Europa e a cercare riparo negli Stati Uniti. Per loro quel grande paese fu prima di tutto l'approdo alla salvezza, poi la possibilità di un nuovo inizio, senza nostalgie né rimpianti. Smentendo una rappresentazione dell'esilio come perdita, il libro mostra come per molti di quei transfughi - da Mondrian a Randinsky, da Moholy-Nagy a Max Ernst - l'esperienza americana coincise con una stagione ricca di creatività, portatrice di straordinari innesti artistici.
Corpo, azione, sentimento, fantasia: naturalismo ed espressionismo nella tradizione artistica emiliano-bolognese. Ediz. illustrata Arcangeli Francesco Pietrantonio V. (Cur.) - Il Mulino, 2015 - Opere Inedite Di Cultura
"...Desidero ripercorrere con voi una lunga strada che, dalla lontana radice romanica, parla, per risorgive variate e per nodi capitali, da Wiligelmo almeno fino al Crespi: e che, io creda, prosegue perfino nel nostro secolo, fino a ieri. Insieme con l'ambizione, spero non del tutto presuntuosa, di ripetere nelle vostre sensibilità degli incontri non troppo diversi, è in me inferma convinzione che questa non è una storia municipale, di campanile; ma è anzi una delle vere storie d'Europa: quella d'una antica "marca di confine" (Bologna, e l'Emilia) attestata fra la grande area del Mediterraneo e la grande area più specificamente europea". Francesco Arcangeli (Bologna 1915-1974), critico e scrittore, è fra i più significativi protagonisti della storia dell'arte del secondo Novecento. Allievo di Roberto Longhi, negli anni cinquanta pubblica su "Paragone" importanti contributi sull'arte emiliana e bolognese dal Trecento al Settecento. Sempre sulla stessa rivista, Arcangeli si rivela appassionato e coraggioso critico militante, "scoprendo" la generazione dell'Informale in saggi rivoluzionari per scrittura e metodo che divengono punti di riferimento decisivi non solo per la critica d'arte...