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- 9788888835419 Diario della caduta del comunismo
Il peso della storia. Memoria, identità, rimozione dal Pci al Pds (1970-1991) Possieri Andrea - Il Mulino, 2007 - Il Mulino/Ricerca
Che cosa ha significato essere comunisti in Italia? In che cosa consisteva l'identità del più grande Partito comunista d'occidente? L'indagine focalizza l'ultimo ventennio del Pci, da Berlinguer al Pds, fissandosi su due aspetti non ancora approfonditi dalla storiografia: l'analisi della liturgia politica e lo studio delle scuole di partito. Se le feste pubbliche del Pci celebrarono la storia del partito, gli Istituti di studi comunisti educarono - attraverso una miriade di corsi e di seminari - decine di migliaia di quadri e militanti. Punto fermo dell'impianto identitario rimase sempre la storia del Pci. Tra il 1970 e il 1989 si potè assistere a un continuo lavorio di rimodulazione dell'identità comunista senza che questa venisse mai superata del tutto. Alla fine degli anni Ottanta il Pci si era trasformato nel moderno partito riformatore di massa e la sua identità politica aveva inglobato valori e simboli appartenenti ad altre culture politiche. Tuttavia, l'identità dei comunisti italiani continuò a contrapporsi radicalmente sia al riformismo socialista che al cattolicesimo sociale e solo il crollo del muro di Berlino impose la necessità di un mutamento politico. Una svolta che si basò, però, sulla salvaguardia del patrimonio storico del Pci e sulla rimozione delle pagine più controverse di quell'esperienza.
Famiglie comuniste. Ideologie e vita quotidiana nell'Italia degli anni Cinquanta Casalini Maria - Il Mulino, 2010 - Saggi
Nel dopoguerra italiano, cattolici e comunisti avevano quanto meno un'idea in comune sulla famiglia: che essa fosse la cellula prima della società, da fare oggetto della più grande attenzione. Basato sulla lettura e l'analisi di una quantità sterminata e non di rado divertente di testimonianze, memorie, pubblicistica dell'epoca, questo saggio racconta la posizione elaborata dal Pci sulla famiglia e la situazione concretamente vissuta dai militanti. Trasformatosi alla fine della guerra da partito di rivoluzionari di professione in partito di massa, il Pci abbracciò un modello di famiglia e una morale del tutto tradizionali. Al tempo stesso però la supremazia dell'identità politica poneva limiti precisi al privato: la famiglia veniva dopo il partito. Nel corso del decennio tuttavia, come l'autrice mostra rileggendo in particolare il settimanale dell'Udi "Noi donne", emerge un intenso dibattito soprattutto in merito alla posizione della donna (sul divorzio, il controllo delle nascite, il lavoro femminile) che in parte prepara la strada a quella critica della famiglia che segnerà il Sessantotto.