Il Mulino Libri
Libri editi da Il Mulino con argomento Pianificazione Territoriale SOCIETÀ E SCIENZE SOCIALI
Le strategie internazionali delle città. Dieci metropoli a confronto D'albergo E. (Cur.) Lefèvre C. (Cur.) - Il Mulino, 2007 - Prismi
Gli stati nazionali sono stati considerati a lungo i protagonisti in un'arena internazionale in cui non era previsto alcun ruolo per le città. Tuttavia, il capitalismo contemporaneo e le trasformazioni della governance globale hanno reso i territori urbani snodi fondamentali degli scambi economici mondiali e nuovi protagonisti dei processi politici, nell'Unione europea e non solo. Governare grandi città non significa più quindi solo gestire servizi per il benessere dei cittadini ma anche sviluppare azioni e strategie di portata internazionale. Ma in che modo e con quali specifiche finalità? Il volume presenta i risultati di una ricerca comparativa sulle strategie internazionali di dieci città (Amsterdam, Birmingham, Budapest, Madrid, Manchester, Montréal, Parigi, Roma, Vilnius e Zurigo) cui hanno partecipato scienziati della politica, sociologi, geografi economici, storici e urbanisti, mettendo a fuoco i fattori che ne spiegano le convergenze e le differenze.
Convenzione europea del paesaggio e governo del territorio Cartei G. F. (Cur.) - Il Mulino, 2007 - Percorsi
Il volume analizza i contenuti della Convenzione europea del paesaggio, strumento destinato a modificare in profondità la disciplina del paesaggio e del territorio anche in ordinamenti che, come il nostro, vantano lunghe tradizioni giuridiche in materia. La Convenzione, infatti, riscrive la nozione di paesaggio, facendola coincidere con quella dell'intero territorio; include, a fianco del paesaggio tradizionale, anche quelle parti del territorio che, come le aree degradate e della vita quotidiana, sono state sinora espunte dalla tutela ambientale; introduce il principio di integrazione tra le varie politiche afferenti il territorio; supera la dicotomia classica tra la tutela del paesaggio e la disciplina urbanistica; pone in discussione il paradigma della ripartizione delle competenze normative ed amministrative; valorizza la partecipazione sociale nel processo di individuazione dei beni oggetto di protezione; introduce per la prima volta nel panorama giuridico, a fianco del noto concetto di conservazione, quello di trasformazione e gestione del paesaggio.