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Libri editi da Interlinea con argomento Faldella Giovanni LETTERATURA E STUDI LETTERARI
Giovanni Faldella e la scapigliatura piemontese. Atti del Convegno nazionale (San Salvatore Monferrato. 4-5 ottobre 2019) Ioli G. (Cur.) - Interlinea, 2021 - Studi
«L'interesse per gli scapigliati riporta all'entusiasmo con cui tanti di noi riscoprirono espressionisti quali Dossi, Faldella, e Imbriani anche. Tutto ciò lo dobbiamo a Gianfranco Contini, alla sua Introduzione ai racconti della Scapigliatura piemontese (1947-1953). Non è un caso che siano quelli gli anni in cui ci appassionammo al grande Gadda, alla sua anormalità stilistica, che in fondo era già preparata da quegli scapigliati, da quel gruppo (non a caso) di periferici, piemontesi o lombardi, che cominciarono a fabbricarsi una lingua per la prosa giocando tra i due poli opposti, da una parte il toscano dall'altra il dialetto, per arrivare all'esperimento di una inedita tensione stilistica, decisamente espressionistica. Occorreva, diceva proprio Faldella, una "lingua speciale, minuta e pittoresca", allo scopo di evitare "quella lingua generale e scolorita, che serve egualmente alla stesura dei codici, dei trattati di pace, e degli strumenti di affitto".» (dalla presentazione di Gian Luigi Beccaria)
Un incontro scapigliato. Carteggio 1876-1925 Cagna Achille Giovanni Faldella Giovanni Schettino M. (Cur.) - Interlinea, 2008 - Biblioteca Piemonte Orientale
È stato Gianfranco Contini, forse il maggior critico e filologo italiano del Novecento, a illuminare nella magistrale introduzione ai "Racconti della Scapigliatura piemontese" il sodalizio letterario tra il "maestro" Giovanni Faldella e il "discepolo" Achille Giovanni Cagna. L'edizione del semisecolare carteggio (1876-1927) intercorso tra i due scrittori documenta l'importanza di un rapporto di amicizia sempre vivo che non solo chiarisce molte vicende storico-politiche e culturali del periodo, ma entra nel merito delle scelte letterarie e del laboratorio della scrittura dei due, sostenitori dello sperimentalismo espressivo contro l'esigenza di normalizzazione della lingua letteraria operata da autori come Manzoni e De Amicis. Un prezioso documento tra letteratura e politica ma anche il racconto di una grande amicizia.