Laterza Libri
Libri editi da Laterza con argomento Ospedali Storia
Un manicomio di confine. Storia del San Martino di Como Giudice Gianfranco - Laterza, 2009 - Storia Della Medicina E Della Sanità
Sono stati circa quarantamila i "matti" del San Martino, il manicomio di Como entrato in funzione nel giugno del 1882: poveri contadini ammalati di pellagra, mentecatti e vagabondi, casalinghe isteriche o in preda al delirio delle puerpere, bambini abbandonati, operai e muratori alcolizzati, emigrati meridionali e veneti rimpatriati dalla Svizzera ai primi segni di malattia mentale (il loro disagio ottenne anche una ben precisa definizione medica: il "delirio dell'immigrato"). Molti tra gli ospiti del San Martino - almeno fino all'approvazione della legge Basaglia nel 1978 - venivano internati "d'imperio", sulla base di un certificato medico che li dichiarava "pericolosi a sé o agli altri", o anche solo "di pubblico scandalo": insomma bastava che il sindaco, il parroco, il medico e il comandante dei Carabinieri di un paese decidessero di concerto che una determinata persona, a salvaguardia della quiete e del decoro pubblico, non dovesse più circolare liberamente, perché per questa si aprissero le porte del manicomio e di una terribile non-vita. Accanto alle statistiche e alle raccolte di dati che, provenienti dagli archivi del San Martino, documentano un secolo di attività, Gianfranco Giudice racconta le biografie dei tanti "folli" che sono passati per i padiglioni di questo manicomio di confine, alla frontiera tra l'Italia e la Svizzera ma anche tra la normalità urbana e l'emarginazione dei diversi.
L'ospedale di Vimercate dal tardo Medioevo all'Unità d'Italia Mariani Giuseppe - Laterza, 2007 - Storia Della Medicina E Della Sanità
Questo volume ripercorre le vicende amministrative e gli aspetti sanitari dell'Ospedale di Vimercate, in stretto rapporto con gli eventi politici precedenti l'Unità italiana, mettendo in luce le funzioni che l'ente svolse per la popolazione residente più o meno indigente: distribuzione gratuita di medicinali, di generi alimentari e di corredi di dote alle giovani orfane prossime al matrimonio; sostegno economico al sacerdote maestro della scuola comunale; erogazione di prestiti di denaro ad enti pubblici e ai privati. Questo impegno economico era reso possibile da un'oculata gestione dei lasciti e dei beni dell'Ospedale, affittati a un impresario o alle famiglie contadine che coltivavano i poderi. La contesa secolare per il controllo della struttura - che per lungo tempo è stata il secondo proprietario terriero comunale - è ripercorsa nei suoi vari intrecci: città e borgo di campagna, patriziato milanese e famiglie vimercatesi, Stato e Chiesa, con la discontinua mediazione del feudatario del territorio di Vimercate. Dopo i tormentati eventi del periodo napoleonico, nell'Ottocento l'Ospedale acquisisce finalmente i primi lineamenti di una struttura moderna: prendono corpo una direzione amministrativa e una sanitaria e la funzione di luogo di ricovero gratuito per i malati indigenti inizia a estendersi fuori dai confini comunali.