Laterza Libri
Libri editi da Laterza con argomento Teatro Contemporaneo Periodo moderno dal 1500 in poi
I maestri della ricerca teatrale. Il Living, Grotowski, Barba e Brook Perrelli Franco - Laterza, 2007 - Biblioteca Universale Laterza
"Non recitare. Agisci. Non ricreare. Crea. Non imitare la vita. Vivi. Non scolpire immagini. Sii. Se non ti piace, cambialo". Le parole del Living Theatre evocano le inquietudini e le irrequietezze di una generazione di innovatori teatrali. In queste pagine, il bilancio delle fondamentali esperienze sceniche prodotte negli anni Sessanta-Ottanta: la grande rivoluzione del teatro introdotta dai maestri contemporanei, gli spettacoli indimenticabili, la sperimentazione d'avanguardia e, in parallelo, il senso storico di un'epoca.
Alchimisti della scena. Teatri laboratorio del Novecento europeo Schino Mirella - Laterza, 2009 - Biblioteca Universale Laterza
"Ma un teatro-laboratorio che cosa è? Chi ne sa qualcosa? Perché 'teatro-laboratorio'?" È la domanda rivolta - dopo quarant'anni di attività da Eugenio Barba, fondatore dell'Odin Teatret, a se stesso e a chi ha condiviso con lui un'avventura teatrale diversa, che non si è mai lasciata classificare nei tempi e nei modi della normale produzione dello spettacolo. Questo libro è il racconto del dibattito seguito a quella domanda, un dibattito durato quattro anni e che si è snodato geograficamente da Scilla, nella punta dello stivale italiano, ad Àrhus, nel Nord della Danimarca. I teatri-laboratorio sono un argomento appassionante, perché costituiscono un problema teatrale profondo e al tempo stesso quasi sconosciuto, diffusissimo, poliforme e insieme, spesso, invisibile. Sono, infatti, un ossimoro incarnato: "laboratorio", a teatro, sono le attività preparatorie non direttamente finalizzate a uno spettacolo, dunque una contraddizione in termini.
L'Artificio e l'emozione. L'attore nel teatro del Novecento Allegri Luigi - Laterza, 2009 - Biblioteca Universale Laterza
I personaggi sono fatti della materia di cui sono fatti i sogni, secondo la straordinaria immagine che usa Prospero nella "Tempesta" di Shakespeare. Gli attori sono invece della materia di cui è fatta la realtà: di carne e sangue, respiro e voce, gesti, azioni. E agiscono nello spazio e nel tempo, qui e ora. Personaggio e attore appartengono a due mondi separati, diversi, eppure devono trovare un modo e un luogo in cui incontrarsi, perché di questo è fatta, tradizionalmente, la rappresentazione teatrale. Il luogo dell'incontro è naturalmente il palcoscenico, in cui agiscono gli attori ma che agli spettatori appare la casa in cui abitano i personaggi. Questo è il lascito del teatro della tradizione alla cultura teatrale del Novecento. Ma il Novecento è trasgressivo e radicale, sempre poco disponibile al rispetto della tradizione. Dal Simbolismo alle Avanguardie storiche, da Stanislavskij a Mejerchol'd, da Craig a Vachtangov, da Artaud a Brecht, da Grotowski al Living Theatre, da Peter Brook a Eugenio Barba, da Lee Strasberg a Dario Fo, i teorici e gli attori del Novecento hanno spesso rotto, o almeno allentato, il legame così stretto che li univa ai personaggi.