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Libri editi da Marsilio con argomento Disegni Storia dell’arte: stili artistici
La poesia della luce-The poetry of light. Disegni veneziani dalla National Gallery of art di Washington. Catalogo della mostra (Veneiza, 6 dicembre 2014 - marzo 2015). Ediz. bilingue Robison Andrew - Marsilio, 2015 - Cataloghi
Si è affermato spesso, da Vasari in poi, che gli artisti veneziani preferissero la pittura al disegno. Sebbene questa teoria tradizionale eserciti un certo fascino, essa non è così accurata. Dai primi anni del XV secolo in poi i disegni abbondano nell'arte veneziana; molti dei più grandi pittori veneziani realizzarono disegni lineari e, nel contesto italiano, è una caratteristica particolare dell'arte veneziana che tanti disegni fossero completati come opere d'arte finite a sé stanti. Generalmente, i disegni veneziani sono caratterizzati dalla loro attenzione alla luce. Colori molteplici o ricche tonalità singole - caldi bruni, morbidi rossi e rossi sangue - su carta bianco crema o di un caratteristico azzurro veneziano creano luce e definiscono figure e ombre. Naturalmente, tutti gli artisti sono interessati alla luce, così come alla forma e al colore. Tuttavia, gli straordinari effetti luministici di Venezia, l'assenza di un'oscurità totale, la luce tenue diffusa dall'umidità nell'atmosfera, la luce brillante dei raggi penetranti del sole, la danza di luci e ombre sui canali in costante movimento e quella scintillante che brilla riflessa dall'acqua hanno influenzato profondamente i suoi artisti e hanno contribuito a creare la loro poetica della luce.
Le carte riscoperte. I disegni delle collezioni Donghi, Fissore, Pozzi alla Fondazione Giorgio Cini Pavanello G. (Cur.) - Marsilio, 2009 - Cataloghi
Il riesame dell'eterogeneo insieme di disegni di figura rastrellati da Elfio Pozzi mercante libraio milanese ha permesso a una squadra di esperti del disegno di individuare esemplari di indubbio valore e attribuirli a pittori di primo piano nelle approfondite schede a loro dedicate. Per quel che riguarda il Cinquecento, Bernardino Lanino e Guglielmo Caccia detto il Moncalvo, Aurelio Luini, Giovanni Battista Trotti, Giovanni Guerra e Cherubino Alberti. Numerosi e di alto livello gli esempi seicenteschi, dalla cultura postcaravaggesca del Sarzana, del veronese Pietro Bernardi, del milanese Daniele Crespi, passando per il primo barocco di Lazzaro Baldi e Giovanni Francesco Romanelli, attraverso il classicismo di Carlo Maratta e Marcantonio Franceschini, fino alle aperture settecentesche di Louis Dorigny. Da segnalare infine il significativo gruppo di disegni dell'architetto Giacomo Quarenghi. Più coerente si presenta il corpus di grafica specializzato in progetti scenografici appartenuto alla famiglia Donghi: prestigiose le scenografie che gli studi condotti per l'occasione hanno legato ai nomi delle dinastie dei Galliari e dei Donghi, e inoltre a specialisti attivi tra Sette e Ottocento, come Pietro Gonzaga e Alessandro Sanquirico.