Ombre Corte Libri
Libri editi da Ombre Corte con argomento Campi Di Concentramento EUROPA
Il tempo degli assassini. Vita quotidiana delle SS nei campi di concentramento D'almeida Fabrice - Ombre Corte, 2015 - Documenta
Il tempo degli assassini. Vita quotidiana delle SS nei campi di concentramento - Ombre Corte
L'ozio coatto. Storia sociale del campo di concentramento fascista di Casoli (1940-1944) Lorentini Giuseppe - Ombre Corte, 2019 - Documenta
"Io sempre vissi dal lavoro e non posso più sopportare l'ozio coatto dell'internamento". Casoli, 22 settembre 1942. Casoli, cittadina abruzzese in provincia di Chieti, si erge arroccata su una collina alla destra del fiume Aventino ai piedi del massiccio della Maiella. Nell'aprile del 1940 fu scelta dal ministero dell'Interno per allestirvi una struttura per internare "ebrei stranieri"; questa divenne un campo fascista attivo dal 9 luglio 1940. Nei primi giorni di maggio del 1942, gli internati ebrei vennero trasferiti nel campo di Campagna (Salerno) e a Casoli arrivarono gli "internati politici", per la maggior parte civili "ex jugoslavi" originari delle terre di occupazione italiana in Jugoslavia. Analizzando i fascicoli personali di quasi tutti gli internati, conservati presso l'Archivio storico comunale di Casoli, e confrontandosi con la storiografia e le fonti relative al periodo, Lorentini ripercorre la storia del campo facendo emergere il profilo dei prigionieri, le loro biografie, la vita quotidiana, le pratiche della comunicazione, il rapporto con la comunità cittadina, ma anche i problemi amministrativi e organizzativi riguardanti la sua gestione. La ricerca storica del campo di Casoli ci restituisce, come in un'istantanea, una pagina finora oscura dell'internamento civile fascista come spazio delle pratiche della politica razziale e di repressione operata dal regime, come laboratorio del razzismo fascista a livello locale. Prefazione di Alberto De Bernardi.
L'esperienza dell'estremo. Vita e pensiero nei campi di concentramento Peloso Luca - Ombre Corte, 2017 - Culture
Quello qui presentato è uno studio comparativo sui campi di concentramento nazisti e staliniani, intesi sia come l'espressione più estrema della forma-campo nata alla fine dell'Ottocento, sia come modello delle successive realtà concentrazionarie. Punto di partenza è che il Lager e il Gulag non possono essere visti solo come fenomeni di ordine storico, perché i fatti che si sono consumati al loro interno e l'esperienza umana cui hanno dato luogo superano tanto l'immaginazione quanto le presunte analogie con le maggiori catastrofi del passato. Il campo di concentramento totalitario è inoltre lontano dal porre un problema filosofico o antropologico al pari di altri eventi, in quanto presenta e ripropone questioni che rinviano simultaneamente al senso ultimo della convivenza umana, al significato della Storia, ai momenti tragici dell'esistenza. In questa prospettiva, il libro aspira a essere qualcosa di più che una ricostruzione storiografica. Il suo intento è piuttosto quello di individuare una serie di questioni connesse al campo di concentramento e di analizzarle da diverse angolazioni disciplinari. Nella prima parte ci si concentra sulla forma e il funzionamento del campo totalitario, esaminando il Gulag e il Lager nelle loro specificità, in quanto spazi in cui il tempo, i corpi e le menti sono rigidamente disciplinati secondo un preciso progetto di dominio. Nella seconda parte, invece, ci si sofferma su alcuni aspetti della vita nei campi, così come sul pensiero che con essi si è confrontato (sia durante che dopo), con particolare attenzione agli atteggiamenti assunti di fronte alla sopravvivenza, alla questione della fede religiosa e delle convinzioni politiche, al problema del male e della natura umana, alla ricerca di Dio dopo Auschwitz e Kolyma.