Ombre Corte Libri
Libri editi da Ombre Corte con argomento Jugoslavia EUROPA
Critica alla guerra umanitaria. Il dibattito italiano sull'intervento militare della Nato nei Balcani Castelli Alberto - Ombre Corte, 2009 - Culture
Tra gli effetti prodotti dai drammatici eventi dell'11 settembre 2001, vi è anche quello di avere fatto velocemente dimenticare a larga parte dell'opinione pubblica europea un'altra data: la primavera del 1999. I mesi, cioè, in cui il nostro Paese partecipò, nel quadro della Nato, ai bombardamenti aerei sulla Repubblica Federale di Jugoslavia, con lo scopo dichiarato di difendere gli albanesi del Kosovo dalle violenze del governo di Slobodan Milosevic (la cosiddetta "guerra umanitaria"). I mesi in cui, inoltre, si inaugurò un periodo, tuttora in corso, costellato da varie guerre americane ed euro-americane contro soggetti considerati, di volta in volta, nemici dei diritti umani, della democrazia o, addirittura, dell'Occidente intero. Tornare a riflettere sulla primavera di quell'anno significa dunque riflettere sulla prima esplicita manifestazione della politica aggressiva degli occidentali verso l'esterno nell'ultimo decennio. Esistono guerre che si possano definire "umanitarie"? È possibile coniugare l'aggettivo "giusta" alla realtà della guerra? Il fine della garanzia dei diritti può giustificare il mezzo della guerra contemporanea? Esiste un pacifismo possibile nell'epoca post-bipolare? Il libro traccia un percorso all'interno di queste domande, mettendo a fuoco le strategie argomentative che sono state utilizzate da studiosi, giornalisti e dirigenti politici a favore o contro l'intervento militare della Nato nei Balcani.
Una storia balcanica. Fascismo, comunismo e nazionalismo nella Jugoslavia del Novecento Bertucelli L. (Cur.) Orlic M. (Cur.) - Ombre Corte, 2008 - Documenta
II volume, raccoglie contributi di storici e studiosi italiani e del ex-Jugoslavia, attraversa la tormentata storia della Jugoslavia dal primo conflitto mondiale alla sanguinosa dissoluzione negli anni Novanta, dove centrali restano le vicende che ruotano attorno alla Seconda guerra mondiale. Quanta storia si intrecci con quella italiana, è documentato dalle polemiche storiografiche, politiche e diplomatiche esplose negli ultimi anni nel nostro paese, anche per il venire alla luce delle violenze perpetrare durante l'occupazione fascista. La tesi di fondo su cui si regge il libro è che ben prima dell'esplodere del drammatico conflitto etnico che ha portato dalla divisione attuale, i particolarismi si manifestavano con una certa forza, tanto da pregiudicare resistenza di un unico popolo. Lo testimoniano i numerosi episodi che qui gli autori si incaricano di analizzare, orchestrando un lavoro di ricerca che restituisce nelle sue linee generali un profilo storico utile per comprendere, non solo il passato, ma anche il presente e i suoi futuri sviluppi.
Nei campi di Tito. Soldati, deportati e prigionieri di guerra italiani in Jugoslavia (1941-1952) Di Sante Costantino - Ombre Corte, 2007 - Documenta
Al termine del Secondo conflitto mondiale, oltre cinquantamila italiani - ex soldati, reduci dai lager nazisti, partigiani, deportati dalle zone dell'Istria e della Venezia Giulia - furono internati da Tito. A determinare tale decisione contribuirono diverse concause: il ricordo della passata occupazione fascista, la mancata consegna dei presunti criminali di guerra italiani e dei numerosi fuoriusciti anti-Tito ospitati all'epoca nei "campi profughi" aperti nel nostro Paese e, più in generale, la disputa sul confine. Per alcune migliaia di loro la prigionia si protrasse per diversi mesi nel dopoguerra. Internati negli oltre cinquanta campi sparsi sul territorio della nuova Jugoslavia comunista, inquadrati in "battaglioni di lavoratori" utilizzati nelle opere di ricostruzione, a centinaia morirono di stenti o, accusati di collaborazionismo con i nazifascisti, furono fucilati e gettati nelle foibe. La vicenda di questi prigionieri è stata poco studiata, anche perché gran parte dei documenti sono stati "secretati" dallo Stato italiano fino al 1997, mentre nella Repubblica jugoslava la loro memoria è stata completamente cancellata. Il libro, oltre a ricostruire la storia e il funzionamento dei luoghi di internamento titini e le memorie dei prigionieri, basandosi sulla documentazione conservata negli archivi italiani, mette in luce le responsabilità e gli interessi strategici che portarono a una così lunga e dura detenzione e che ne hanno favorito l'oblio.