Passigli Libri

Libri editi da Passigli con argomento Joyce James LETTERATURA E STUDI LETTERARI

James Joyce e il presente libro
-5%
LIBRO   9788836819416

James Joyce e il presente Broch Hermann   -  Passigli, 2023  -  Le Occasioni

Il 2 febbraio del 1922, quarantesimo compleanno di James Joyce, l'amica libraia e editrice Sylvia Beach gli consegnava le prime copie di Ulysses, il romanzo che lo aveva tenuto impegnato per diversi anni e che aveva incontrato non poche tribolazioni per essere pubblicato, a causa della censura. Questo romanzo fu in qualche modo concepito fin da subito come uno spartiacque nella narrativa contemporanea, e tra i primi a rendersene conto fu lo scrittore austriaco Hermann Broch, che dieci anni più tardi, in occasione del cinquantesimo compleanno del grande scrittore irlandese, gli dedicò una conferenza che divenne poi nel 1936, opportunamente integrata, il saggio James Joyce e il presente. Broch è tra i primi a capire che la complessità della narrativa di Ulisse non deriva da meri espedienti stilistici, ma sta alla base di una coerente ricerca espressiva che ricapitola e sintetizza un'epoca intera: la psicanalisi freudiana (che pure Joyce avversava), la relatività einsteiniana, la nuova musica, le arti delle avanguardie. Da questo punto di vista, Joyce con il suo Ulisse rappresentava un modello anche per lo scrittore austriaco, perché - come possiamo leggere nella prefazione di Luigi Forte che accompagna questa nostra edizione - «il suo omaggio a Joyce è in realtà una profonda e potenzialmente innovativa riflessione sul proprio percorso», e non a caso «le sue riflessioni sull'Ulisse sottolineano una serie di prospettive al centro della sua stessa poetica: l'idea di letteratura in generale come strumento gnoseologico in grado di riconnettere un universo frammentato e il concetto di totalità che sembra essere il fine ultimo della creazione artistica, grazie a cui l'arte diventa specchio dello spirito universale di un'epoca». Prefazione di Luigi Forte.

€ 10.00 € 9.50
LIBRO   9788836817733

James Joyce Svevo Italo  Gentili A. (Cur.)   -  Passigli, 2020  -  Le Occasioni

Quella tra James Joyce e Italo Svevo è stata una grande amicizia letteraria e non solo. Com'è noto, lo scrittore irlandese risiedette a lungo a Trieste dove arrivò nel 1904 e dove conobbe Italo Svevo, più vecchio di lui di una ventina d'anni, autore già a quell'epoca dei suoi due primi romanzi, "Una vita e Senilità", passati praticamente inosservati. Quanto a Joyce, era ancora un giovanissimo scrittore in fieri, e proprio a Trieste concluse il suo esordio poetico "Musica da camera" (1907), il suo libro di racconti "Gente di Dublino" (pubblicato poi nel 1914, dopo quindici rifiuti da parte di altrettante case editrici) e il suo romanzo "Ritratto dell'artista da giovane" (1916). Italo Svevo si rese subito conto di avere davanti a sé uno scrittore eccezionale, e d'altro canto Joyce seppe immediatamente vedere in Svevo il grande scrittore «negletto» che proprio in quegli anni cominciava, in particolare anche grazie ad Eugenio Montale, a riscuotere un'attenzione che per decenni gli era stata negata. Furono poi soprattutto l'"Ulisse" (pubblicato a Parigi nel 1922) e "La coscienza di Zeno" (1923) a consolidare ulteriormente l'amicizia tra i due: sarà Joyce stesso a promuovere il capolavoro di Svevo presso alcuni dei maggiori critici francesi, mentre Svevo sarà tra i primi, in Italia e non solo, ad esaltare e a cogliere tutta l'importanza e tutta l'originalità del grande romanzo di Joyce, «perché una sola linea di una pagina dell'"Ulisse" basterebbe a rivelare da quale penna fluì». Proprio l'"Ulisse" è al centro della conferenza che Svevo dedicò a Joyce al circolo de «Il Convegno» l'8 marzo 1927 e che - dopo il fondamentale saggio introduttivo di Alessandro Gentili - apre questa nostra raccolta di scritti sveviani dedicati al grande scrittore irlandese: tra ricordo autobiografico e analisi delle opere (tra le quali fanno già capolino i primi abbozzi del Finnegans Wake), Svevo traccia una sua ammirata lettura del "fenomeno" Joyce, non rinunciando mai a quel suo tono ironico e disincantato che i suoi lettori conoscono bene. Ma anche altri scritti completano il nostro volume, e in particolare due importanti frammenti di uno studio su Joyce che doveva approfondire e ampliare i contenuti della conferenza, rimasto poi incompiuto, nonché un interessante articolo sulla "Triestinità" di James Joyce apparso su «Il Piccolo di Trieste» il 1°maggio 1926. Né poteva mancare l'intero scambio di lettere tra questi due grandi protagonisti, grazie alle quali il lettore potrà imbattersi nell'inglese di Svevo e nell'italiano, e persino nel colorato triestino, di James Joyce.

€ 16.50