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Libri editi da Pellegrini con argomento Alighieri Dante Lingue indo-europee

Prossime uscite su ALIGHIERI DANTE

Libri previsti in uscita su Unilibro.it:

  • 9788894893366 Agenda letteraria Dante Alighieri 2027
  • 9788893665438 Dante e l'italiano. Biografia del lessico
  • 9788889569771 L'intricata vicenda del sepolcro delle ossa di Dante. Vol. 1-2
  • 9788886746458 Dante nel mondo. Atti del Convegno Internazionale di Studi, Accademia Ligure di Scienze e Lettere (Palazzo Ducale, Genova, 14-15 settembre 2021). Ediz. multilingue
  • 9788831358170 Il Sonetto della Garisenda. Esercizio di esegesi intorno alla più antica trascrizione di un testo dantesco
LIBRO   9788881019434

La cristologia dantesca. Logos-veritas-caritas: il codice poetico-teologico del Pellegrino D'elio Antonio   -  Pellegrini, 2012

La cristologia dantesca. Logos-veritas-caritas: il codice poetico-teologico del Pellegrino - Pellegrini

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LIBRO   9788881019557

Il luogo delle anime Martirano Coriolano   -  Pellegrini, 2012

Dante è a Napoli per porgere alla corte angioina il saluto di Firenze quando gli arriva la notizia di una condanna. Per evitarla accetta l'invito del vescovo di Siena in viaggio verso la lontana Sila dove a Cerenzia, priva di strade e quindi sicura, una Abbazia è rifugio dei templari sfuggiti all'eccidio. Da cavaliere dell'ordine non è più Dante ma diventa Lui. L'abbazia conserva in segreto l'archivio sottratto da Tiberio al Tempio di Gerusalemme, sequestrato poi da Alarico e venuto in possesso dei monaci guerrieri quando Ataulfo sta per varcare le Alpi. Lui riesce a penetrare nel nascondiglio e scopre, da antichi documenti, una storia che è assai lontana da quella ufficiale. Da questa rivisitazione e dall'ambiente che circonda il convento - una selva oscura solcata da un fiume, una botola non lontana da un cono rovesciato ed un luogo dove le anime attendono chi di salire in cielo, chi di sprofondare tra le fiamme e chi di attendere Lui - illuminato dal pensiero di Gioacchino svelatogli da Luca Campano, intuisce che nel mondo è sempre di scena una Commedia.

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LIBRO   9788868226343

'Ne la faccia che a Cristo / più si somiglia: la poesia mariana di Dante D'elia Antonio   -  Pellegrini, 2018  -  Crocevia

Lo studio di Antonio D'Elia 'ne la faccia che a Cristo / più si somiglia': la poesia mariana di Dante esamina la figura lirica della Vergine Maria all'interno della poetica dantesca, e soprattutto nella Commedia. Riprende la lezione di "figura" da parte di Auerbach, esemplata, a sua volta, sull'esegesi della Scrittura. E relaziona il cammino lirico di Dante Auctor-Agens in rapporto all'enucleazione dell'amore nuovo, che non smentisce l'antico eros. E anzi lo promuove, dopo essersi purgato negli occhi di Beatrice discepola della Vergine. La "metaforizzazione" ed il ritrovato poetico della collatio occulta esprimono in sommo grado l'analogia e contemporaneamente dicono il rapporto unitivo tra cielo e terra mediante transumptio nel racconto dell'Exul immeritus verso la Patria celeste. E il "mariale lirico", così viene definito il canto dantesco rivolto alla Vergine da Antonio D'Elia, è depositario attraverso l'exemplum della costante discreta ma incisiva presenza della Madre di Dio nella Commedia. La quale espone poeticamente l'Eterno nella saldatura ritmico-plastica della cera, che guarisce la "catacresi" esistentiva e poematica del poeta-pellegrino. Il sigillo, che è Maria stessa, apre il Verbo-Parola. Il verso dantesco è così redatto nel linguaggio dell'ineffabile, espresso dalla gradazione della Luce persuasiva (il "visibile parlare") per l'humilitas di Maria entro il rapporto Madre-figlio-canto-oratio. Lo studio analizza, poi, i luoghi della Commedia in cui compare Maria relazionandoli con le altre opere del Fiorentino e all'interno dell'ampia esamina tra pensiero classico-pagano e pensiero cristiano. Pervenendo alla realizzazione di una riflessione esegetica che va a scavare il portato lirico-dialogico nella singolarità della figura della Madre di Dio, così come Dante ce la porge. Ella è memoria perfetta: la poesia canta Maria nel portato ontologico e nell'azione concreta del proprio incessante incedere nella storia personale e comunitaria dei credente ai quali Dante appartiene. La relazione versificatoria di figura-persona che Dante ha coniato nel suo singolare canto costituisce, all'interno del paradosso proprio della Commedia, una tappa drammaticamente inventiva e, assieme, profondamente ricreativa nel porgere col verso l'inchoatio formae, che nella Vergine si attua costantemente Maria è l'unica figura lirica della Commedia ad essere detta, unitamente al Figlio, nella realtà complessa della sua "persona". E il periglioso viaggio si apre nell'apparente conclusione contrastiva (Vergine-Madre) mediante la quale il poeta si immerge straordinariamente proprio "ne la faccia che a Cristo / più si somiglia" per capire Dio e l'uomo e porgerceli con il mariale lirico.

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