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Libri editi da Rubbettino con argomento Banche Credito e istituti di credito

Prossime uscite su BANCHE

Libri previsti in uscita su Unilibro.it:

  • 9788896935163 Banche e anomalie. Come difendersi. Vol. 2
  • 9788894187694 Il conto corrente nel contenzioso bancario. Vol. 2: Esercitazioni con applicativo excel per rielaborare il tasso di un c/c. Casi svolti: anatocismo, il tasso legale, usura, prescrizione, saldo 0, verifica del taeg/isc
Mezzogiorno banco-rotto. Le banche di contiguità e del territorio: quali prospettive per il loro ruolo irrinunciabile libro
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LIBRO   9788849857894

Mezzogiorno banco-rotto. Le banche di contiguità e del territorio: quali prospettive per il loro ruolo irrinunciabile Busetta P. M. (Cur.)  Masera R. (Cur.)   -  Rubbettino, 2019  -  Quaderni Della Fondazione Curella

Il banco che si è rotto è quello del Mezzogiorno e i lavori dimostrano come il sistema bancario meridionale composto prevalentemente dalle banche "less significant" rischia di essere totalmente azzerato. Il tema di fondo riguarda la questione se serva un sistema bancario articolato in realtà piccole, medie e grandi, o piuttosto sia più efficiente una concentrazione in strutture grandi. Se tale secondo modello non si avvantaggi di economie di scala che possano avere l'effetto di un minore costo del credito, una possibilità di grandi investimenti nel settore della tecnologia, una più efficiente gestione delle erogazioni, una migliore performance per le sofferenze oltreché l'effetto di tagliare i legami, spesso incestuosi, delle governance delle banche con partiti politici, gruppi di potere, "lobbies" negative che hanno arrecato tanti danni al sistema bancario, soprattutto a quello meridionale.

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Siamo molto popolari. Controstoria di una riforma che arriva da lontano e porta all'oligopolio bancario libro
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LIBRO   9788849851717

Siamo molto popolari. Controstoria di una riforma che arriva da lontano e porta all'oligopolio bancario Sforza Fogliani Corrado   -  Rubbettino, 2017  -  Problemi Aperti

La riforma delle banche popolari ha colpito un sistema che per centocinquant'anni ha finanziato la crescita delle piccole e medie imprese che rappresentano il tessuto connettivo del paese. Perché questo sistema è stato colpito in Italia e mantenuto altrove? A chi faceva comodo - magari in Europa - indebolire il nostro apparato industriale già messo a dura prova da dieci anni di crisi economica e dalla moneta unica? Fino all'arrivo dell'Unione Bancaria le banche popolari non hanno mai pesato sui contribuenti visto che la categoria risolveva i problemi al suo interno. Diversamente da quanto accaduto con le banche commerciali a cominciare dalla nascita dell'Iri negli anni '30. La riforma delle banche popolari è stata fatta con un decreto. Una procedura certamente anomala già condannata da diversi giudici. La scelta del governo Renzi precede di poche settimane la svolta della Bce che avvia il programma di acquisto di titoli di Stato in Europa. Il piano mette in sicurezza il debito pubblico italiano e consente allo Stato di risparmiare circa venti miliardi di interessi. Il sistema delle popolari non era una foresta pietrificata ma un universo in evoluzione che stava già disegnando una proposta di riforma. Perché il governo non ha dato tempo e modo di confrontarsi su questo progetto? Ora che le principali banche popolari non sono più popolari, il credito al territorio - col giusto criterio - non sarà più assicurato. Le banche dei grandi fondi punteranno tutto sul risparmio gestito, senza rischi. E le imprese che vorranno finanziarsi dovranno ricorrere al capitale di rischio. Chi potrà lo farà, ma ai piccoli imprenditori cosa resta?

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LIBRO   9788849819489

Banco di Napoli Spa. 1991-2002: un decennio difficile De Ianni Nicola   -  Rubbettino, 2007  -  Università

Questo lavoro analizza la vita del Banco di Napoli spa dalla costituzione, il 1° luglio 1991, fino alla incorporazione nel Sanpaolo Imi, nel dicembre 2002. Nodo cruciale della vicenda è la gravissima crisi che investe la banca nell'autunno del 1994 con la diffusione della semestrale. In pochi mesi la situazione precipita al punto tale che per evitare la liquidazione coatta amministrativa si rende necessario un intervento legislativo che prevede la privatizzazione della banca attraverso un'asta pubblica. Nel gennaio del 1997, per soli 61,6 miliardi, la cordata Ina-Bnl si aggiudica il 60% del Banco Napoli spa. Nei due anni successivi si consuma l'accesa battaglia per la fusione con il Bnl sotto la guida dell'Ina. Tramontata tale ipotesi nel 2000 il Banco di Napoli, ormai risanato, è ceduto, con abnorme plusvalenza al Sanpaolo Imi. Nell'analisi della vicenda sono emerse diverse questioni: la gestione Ventriglia, la politicizzazione del credito, la debolezza degli organismi bancari meridionali, la sospensione dell'intervento straordinario, la crisi macroeconomica del 1993-94, il ruolo del Tesoro e della Banca d'Italia, l'attività di risanamento. Fino al risultato di vedere la più grande banca del Mezzogiorno, contraddittorio centro di potere e di iniziativa economica, trasformato in un modello di banca compatibile col processo evolutivo in atto nel settore creditizio.

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