Rubbettino Libri
Libri editi da Rubbettino con argomento Cicerone Marco Tullio Letteratura, storia e critica: letteratura antica, classica e medievale
La «Pro sestio» tra oratoria e politica Renda Chiara - Rubbettino, 2007 - Filologia Antica E Moderna
Il problema dei rapporti tra potere politico e giuridico fa da sfondo alla vicenda di Sestio e delle bande armate di Clodio, che esemplifica i complessi aspetti di una società di transizione. Le profonde trasformazioni cui assiste Cicerone offrono all'autore di un discorso apparentemente giudiziario lo spunto per una riflessione che discute gli episodi più aspri della lotta tra fazioni, condannandone gli aspetti deteriori, per formulare una costruttiva proposta che investe l'intera classe dirigente di nuove responsabilità, offrendole dei modelli di comportamento nei quali l'Arpinate crede di vedere la soluzione della crisi. La vastità e la portata di queste riflessioni suggeriscono il carattere di pamphlet politico che la "Pro Sestio" assunse per i contemporanei e per i lettori moderni
Cicerone fra impegno pubblico e vita privata. XLIII Certamen Ciceronianum Arpinas. Atti del 13º Simposio Ciceroniano (Arpino, 10 maggio 2024) De Paolis P. (Cur.) - Rubbettino, 2025 - Varia
Il volume contiene gli Atti del XIII Simposio Ciceroniano, svoltosi nel maggio 2024 in occasione del XLIII Certamen Ciceronianum Arpinas, e raccoglie tre relazioni. La prima, di Alice Borgna, è dedicata alle vicende familiari di Quinto, nipote di Cicerone e di Attico, e ci fornisce uno spaccato delle dinamiche familiari che coinvolgono un giovane su cui pesano i legami sociali e politici fra due importanti famiglie come quelle cui appartengono i suoi due zii. La seconda, di Barbara Del Giovane, ci introduce in un aspetto forse meno noto della personalità dell'Arpinate: l'uso dell'ironia e dell'umorismo, valorizzato nel mondo antico e del quale restano numerose testimonianze. Infine Alfredo Casamento descrive, a partire da un episodio narrato nella IX Filippica, l'importanza che Cicerone attribuisce alle statue onorarie come testimonianza delle virtù civili di un personaggio, destinate, pur nella loro impossibilità di costituire una memoria perenne, a fornire stimolo e impulso all'esercizio di tali virtù.