Rubbettino Libri
Libri editi da Rubbettino con argomento Einaudi Luigi Politica e governo
Liberismo, protezionismo, fascismo. Un giudizio di Luigi Einaudi Vivarelli Roberto - Rubbettino, 2011 - Storia Politica
Il saggio si propone di tracciare l'itinerario di un giudizio di Luigi Einaudi, in una sua opera del 1933, sulle ragioni che resero il nostro stato liberale incapace di fronteggiare le difficoltà del primo dopoguerra, sino a consentire la vittoria del fascismo. Poiché le premesse del giudizio di Einaudi si ritrovano nella critica dei liberisti italiani all'indirizzo dei governi, a partire dalla tariffa doganale del 1887, di quella critica il saggio ricostruisce sia il contesto, sia il contenuto specifico, mettendo in luce come non si trattava semplicemente di contrastare una politica economica, quanto di combattere contro una forma di stato fortemente impopolare e a favore di uno stato che fosse liberale non solo di nome ma di fatto. Gradualmente, Einaudi farà sua questa lezione, sino a considerare inscindibile, come sosterrà in una celebre discussione con Benedetto Croce, il binomio liberismo e liberalismo.
Il liberalismo di Luigi Einaudi o del buongoverno Silvestri Paolo - Rubbettino, 2008 - Varia
Questo libro si propone di qualificare teoreticamente il senso e il modo in cui Luigi Einaudi, "compositore di prediche inutili", riattualizza il mito del buongoverno alla luce della portata dirompente dell'economico per la modernità e dei suoi effetti sul giuridico, il politico e l'etico. Il tentativo che egli compie è quello di fondare nuovamente le istituzioni liberali compromesse dalla Grande guerra e in seguito sconvolte dal fascismo. Riprendendo il filo del buongoverno, Einaudi tesse così l'ordito e la trama di una figura che precede e trascende i tòpoi e le categorie del suo pensiero, e che, a un tempo, li tiene assieme, assurgendo a immagine sintetica e fondativa della società liberale, nonché del suo stesso liberalismo. Il liberalismo di Luigi Einaudi o del Buongoverno è la ricostruzione di una "visione del mondo", dell'"uomo" e della "libertà", visione che ha a cuore la tutela di quel "bene supremo che è la libertà dell'uomo", ma che sostiene anzitutto la causa delle "libertà concrete" affinchè ciascuno di noi possa "continuamente rompere la frontiera del noto, del già sperimentato, e muovere verso l'ignoto ancora aperto all'avanzamento materiale e morale dell'umanità".