Rubbettino Libri
Libri editi da Rubbettino con argomento Heidegger Martin Filosofia occidentale: dal 1900
Il tempo del mondo. Husserl, Heidegger, Patocka Terzi Roberto - Rubbettino, 2009 - Saggi. Fenomen. E Filos. Dell'esperienza
Il tempo e il mondo hanno giocato un ruolo centrale nella fenomenologia e nel suo tentativo di una comprensione radicale dell'esperienza. Le due questioni non si affiancano semplicemente, perché è nella loro relazione che possono essere pensate nel modo più profondo: si può così parlare di un "tempo del mondo", che non è né un tempo meramente soggettivo né un tempo obiettivo della natura. Ma questo legame tra tempo e mondo conduce anche a un confronto con le questioni della storicità e della genesi, così come a una riflessione sullo statuto e il compito della filosofia stessa. Questo intreccio di problemi viene qui esaminato a partire dalle opere di Husserl e di Heidegger, nel tentativo di porle in dialogo per coglierne le aperture e le aporie, al di là delle prese di posizione unilaterali che la loro rottura ha spesso determinato. Le potenzialità di questo dialogo trovano una espressione nella fenomenologia di Patocka e nella sua analisi del mondo naturale, a cui viene dedicato un ampio capitolo che va così anche a colmare una lacuna significativa nel panorama di studi italiano.
Linguaggio e interpretazione: su Gadamer e Heidegger Gregorio Giuliana - Rubbettino, 2006 - Variazioni
Muovendo dalla complessa relazione di prossimità e distanza che sussiste tra le riflessioni di Gadamer e di Heidegger, il volume si interoga sugli aspetti teorici centrali dell'ermeneutica filosofica contemporanea, allo scopo di farne emergere i principali nodi problematici e le aperture feconde. La discussione ruota intorno a due temi fondamentali: l'interrogazione dei limiti del linguaggio, nel suo imprescindibile rapporto con la dimensione primaria del mondo della vita, e la questione dell'interpretazione, nel duplice senso di struttura basilare dell'umano essere-nel-mondo e della concreta attuazione del confronto speculativo con la tradizione filosofica. A ciò si lega un terzo tema, strettamente intrecciato con i primi due: il tema della metafisica, e il problema della possibilità di un suo reale 'superamento' da parte dell'ermeneutica, nei suoi esiti ultimi, della possibilità cioè di un'effettiva fuoriuscita dai limiti del suo linguaggio.
La Questione dell'arte in Heidegger Marafioti Rosa Maria - Rubbettino, 2008 - Biblioteca Di Studi Filosofici
Soprattutto a partire dalla metà degli anni Trenta Heidegger medita sulla situazione di crisi che interessa oggi la teorizzazione e la prassi artistica, a causa della quale le opere d'arte sono concepite unicamente come mezzi per attivare le "esperienze vissute" del fruitore e ridotte a meri prodotti tecnici, incastonate in una realtà ormai trasformata in risorsa calcolabile e completamente dominabile. Heidegger ritiene però che la stessa tecnica moderna non sia uno strumento nelle mani dell'uomo, ma un modo di manifestarsi dell'essere stesso che, sottraendosi, ha occasionato l'oblio della sua verità in quanto non-nascondimento ad opera della metafisica, e la posizione della questione del bello a partire dallo stato sensibile dell'uomo da parte dell'estetica. Rammemorare l'obliata verità dell'essere vuoi dire dunque preparare quel superamento tanto della metafisica quanto dell'estetica, per il quale si richiede innanzitutto un'esperienza della situazione di distretta che caratterizza la nostra epoca. Tale distretta, già giunta a parola nelle liriche di Hólderlin, dev'essere lasciata risuonare nell'arte non meno che nel pensiero, se l'essenza dell'arte è la poesia in quanto poiesìs, disvelamento.