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Libri editi da Rubbettino con argomento Italia EUROPA

Le politiche di coesione territoriale. Un confronto tra Italia e Stati Uniti d'America libro
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LIBRO   9788849851083

Le politiche di coesione territoriale. Un confronto tra Italia e Stati Uniti d'America Marini M. (Cur.)   -  Rubbettino, 2017  -  Saggi

Le politiche di coesione territoriale mirano a ristabilire l'equilibrio tra le aree ricche e le aree povere di una comunità nazionale o sovranazionale. C'è una lunga storia di politiche di coesione territoriale nei paesi industrialmente avanzati. In Italia, ad esempio, istituzioni come la Cassa per il Mezzogiorno, i Patti territoriali, i Fondi strutturali dell'Unione Europea, rientrano tutte in questo tipo di intervento pubblico, fino alla neonata Agenzia per la Coesione Territoriale. Il presente volume raccoglie gli Atti di due giornate di studio tenutesi all'Università della Calabria che hanno messo a confronto le politiche di coesione territoriale negli Stati Uniti d'America, in Europa e in Italia, nel momento di avvio del nuovo ciclo di programmazione europea 2014-2020. La domanda che ci si pone è: in che misura queste politiche hanno dato i risultati sperati? Ma anche: come stanno cambiando o dovrebbero cambiare per essere più efficaci? Noti esperti di entrambe le sponde dell'Atlantico si sono cimentati su questo tema con l'obiettivo di offrire materiali di riflessione per coloro che sono chiamati a mettere in atto le politiche di coesione territoriale.

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Lettera ai politici sulla liberta di scuola libro
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LIBRO   9788849856309

Lettera ai politici sulla liberta di scuola Antiseri Dario  Alfieri Anna Monia   -  Rubbettino, 2018  -  La Politica

«I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli». È questo il principio stabilito nell'Articolo 26 della Dichiarazione universale dei diritti umani (1948), principio che l'Unione Europea ha fatto proprio, con tutta chiarezza, nel 1984 con la Risoluzione sulla libertà di insegnamento, che all'art. 1, comma 6 dichiara: «La libertà di insegnamento e di istruzione deve essere garantita»; comma 7: «La libertà di insegnamento e di istruzione comporta il diritto di aprire una scuola e svolgervi attività didattica»; comma 8: «Gli istituti di insegnamento fondati per libera iniziativa, che soddisfino alle condizioni oggettive indicate dalla legge per il rilascio dei diplomi, sono riconosciuti dallo Stato. Essi attribuiscono i medesimi titoli delle scuole statali»; comma 9: «Il diritto alla libertà di insegnamento implica per sua natura l'obbligo per gli Stati membri di rendere possibile l'esercizio di tale diritto anche sotto il profilo finanziario e di accordare alle scuole le sovvenzioni pubbliche necessarie allo svolgimento dei loro compiti e all'adempimento dei loro obblighi in condizioni uguali a quelle di cui beneficiano gli istituti pubblici corrispondenti, senza discriminazione nei confronti dei gestori, dei genitori, degli alunni e del personale». Ebbene, in Italia - a differenza degli altri Paesi europei - il principio-diritto della libertà di scelta della scuola è sistematicamente ignorato: la scuola libera è solo libera di morire. Con grave danno della stessa scuola statale, e ciò per la semplice ragione - sono, queste, parole di Gaetano Salvemini - che «la scuola pubblica non avrebbe molto da guadagnare dalla scomparsa della scuola privata», giacché questa «può rappresentare sempre un pungiglione ai fianchi della scuola pubblica, e obbligarla a perfezionarsi, senza tregua, se non vuole essere vinta e sopraffatta». Eliminare l'introduzione di linee di competizione nel nostro sistema formativo significa illudersi di poter fare a meno di quella grande macchina di scoperta del nuovo da cui poi poter scegliere il meglio. E, infine, ma prima di ogni altra considerazione, un ineludibile interrogativo: uno Stato nel quale un cittadino deve pagare per conquistarsi un pezzo di libertà è ancora uno Stato di diritto? Da qui l'urgenza di sottoporre all'attenzione dei politici - e in special modo dei nostri governanti, degli insegnanti e delle famiglie argomenti relativi alle ragioni della libertà di scuola e a concrete e ragionate proposte per realizzarla.

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