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Libri editi da Rubbettino con argomento Mancini Giacomo Politica e governo
La leadership socialista. Discorsi e interviste (1968-1972) Mancini Giacomo Gervasoni M. (Cur.) - Rubbettino, 2025
A cavallo tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio dei Settanta, Giacomo Mancini fu senza dubbio il leader più importante del Partito socialista italiano, di cui fu segretario tra il 1970 e il 1972. Con la crisi del primo centro-sinistra, l'esplodere del Sessantotto, delle mobilitazioni operaie e, per reazione, con l'irrompere della cosiddetta "strategia della tensione", Mancini cercò di disegnare un Psi "di lotta e di governo", riformista ma attento ai diritti civili, gradualista ma radicale, membro degli esecutivi per introdurre le riforme (lo Statuto dei Lavoratori, la legge sul divorzio, l'ordinamento regionale, solo per citarne alcune) ma al tempo stesso attento a non cadere nel "cretinismo governista". Questo volume raccoglie i discorsi e le interviste più importanti di quegli anni così cruciali.
La politica di Giacomo Mancini per la difesa del suolo Drosi Michele - Rubbettino, 2016
Come Ministro dei Lavori Pubblici, Giacomo Mancini, seppe trasformare le idee e le esperienze migliori dell'urbanistica moderna in iniziative di governo, facendo approvare la "legge ponte" iscritta negli annali della storia urbanistica italiana, che dotò gli enti locali degli strumenti di pianificazione urbana e determinando l'attuazione della "legge 167" che permise di avviare i piani per l'edilizia economica e sociale in quasi tutte le città italiane. Inoltre, diede prova di grande fermezza contro gli speculatori di ogni risma, intervenendo sulla frana di Agrigento e bloccando la lottizzazione dell'Appia Antica. Ed è proprio su questi fatti che l'autore ha scelto di soffermarsi in questo scritto prendendo spunto da una visita di Mancini al suo paese, a Satriano, dopo la disastrosa alluvione del 1973 dove pose con forza le questioni relative alla difesa del suolo e alla tutela del paesaggio.
Agguato a Giacomo Mancini. Storia di un processo per 'ndrangheta senza prove Paolini Enzo Kostner Francesco - Rubbettino, 2011 - Varia
Dopo essere stato rinviato a giudizio, tra Natale e Capodanno del 1994, e per questo sospeso dalla carica di Sindaco di Cosenza, alla quale era stato eletto nel dicembre 1993, il 25 marzo 1996, l'On. Giacomo Mancini, uno dei politici italiani più prestigiosi del dopoguerra, segretario nazionale del Psi, parlamentare di lungo corso, più volte Ministro negli anni del centrosinistra, veniva condannato dal Tribunale di Palmi a tre anni e sei mesi per concorso esterno in associazione mafiosa. A poco più di un anno dal giudizio di primo grado, la Corte d'Appello di Reggio Calabria annullava la sentenza di Palmi per incompetenza territoriale, rimandando tutti gli atti a Catanzaro. Dopo un'istruttoria durata quindici mesi, la procura distrettuale del capoluogo calabrese chiedeva nuovamente il rinvio a giudizio di Mancini e la sua condanna a due anni e quattro mesi. Alla fine di un processo svoltosi, per volontà dello stesso imputato, con il rito abbreviato, il 19 novembre 1999 Mancini veniva assolto perché "il fatto non sussiste". Finiva così un incubo giudiziario assurto per molti versi a emblema del particolare momento vissuto dal Paese nei primi anni Novanta, e coinciso con il fenomeno di "Mani Pulite", il disfacimento della classe politica della Prima Repubblica e la frantumazione del sistema dei partiti che fino ad allora avevano governato l'Italia. Prefazione di Giampiero Mughini.