Silvana Libri
Libri editi da Silvana con argomento Bar Italia Settentrionale
Jean-Marie Barotte. Nerocenere. Catalogo della mostra (Milano, 23 gennaio-23 febbraio 2014). Ediz. italiana e francese Gatti C. (Cur.) - Silvana, 2014 - Cataloghi Di Mostre
Sul palco o in pittura, per Jean-Marie Barotte (Milano, 1954) l'espressione è soltanto una questione di equilibri, di ritmi, di chiaroscuri, giochi calcolati di presenze e assenze. E lo spazio dell'immagine, proprio come quello dell'azione, è uno spazio aperto, da attraversare con un tratto, un verso, prima di andarsene via. In questo modo, quasi fossero pagine di un copione, si possono leggere le sue opere percorse da segni, apparizioni, tracce che la mano scava nella fuliggine con pettini di fortuna, rami sottili che lasciano impronte di cortecce, rivoli di cera. La materia è cangiante. Il nero non è mai sordo. Ma vibra di luci nuove, lunari.
Olivo Barbieri. Site specific Monza 08. Catalogo della mostra (Monza, 25 ottobre 2008-6 gennaio 2009). Ediz. italiana e inglese - Silvana, 2008 - Cataloghi Di Mostre
Il volume documenta il lavoro inedito che Olivo Barbieri (Carpi, 1954) ha recentemente realizzato su Monza, e che prosegue il progetto Site specific iniziato nel 2003, costituito da immagini aeree scattate sopra alcune delle più grandi città del mondo, come New York, Roma, Las Vegas, Los Angeles e altre. Nelle immagini del fotografo Monza, colta in alcuni dei suoi scorci più riconoscibili - come il parco, l'autodromo, il palazzo comunale, l'ospedale - diventa un gigantesco plastico, una metropoli fantastica e "finta" in cui il peso della storia, la vita dei cittadini, la struttura urbanistica e il segno architettonico perdono di consistenza per lasciare spazio a una sorta di installazione dalle forti componenti concettuali. Il catalogo delle immagini è accompagnato da un testo di Marco Meneguzzo ed è completato da apparati biobibliografici.
Olivo Barbieri. Site specific Genova 09. Ediz. italiana e inglese Zanot F. (Cur.) - Silvana, 2010 -
La fotografia si fonda sulla teoria rinascimentale della prospettiva: razionale e universale. È questa, oltre all'apparente automaticità dell'operazione fotografica, la chiave della sua straordinaria affermazione: la macchina offre un risultato calcolabile e riproducibile. Da qui prende avvio l'incrollabile fiducia nei confronti di questo linguaggio, per cui le immagini ottenute attraverso l'obiettivo sono considerate alla stregua di autentiche emanazioni della realtà. Olivo Barbieri mette in dubbio tutto ciò e per farlo comincia dallo scardinamento delle regole prospettiche. Il suo trattamento della prospettiva è simile a quanto avveniva nella tradizione iconica orientale oppure nel Medioevo occidentale, allorquando veniva attribuita a questo dispositivo una funzione ideologica anziché mimetica. Osservare una fotografia di Barbieri equivale a togliere gli occhiali. Ciò che si vede cede lo statuto di verità in favore di quello di possibilità. L'espressione "testimone oculare" diventa una contraddizione in termini. L'opinione a proposito del soggetto, vale a dire il precipitato iconografico che lo identifica nella memoria di chi guarda, prende il sopravvento sulla visione. L'immagine è una magnifica, complessa conseguenza.