Silvana Libri

Libri editi da Silvana con argomento Cere ARTI

LIBRO   9788836619573

Carlo Ceresa (1609-1679). Itinerari bergamaschi. Ediz. illustrata Bonfatti D. (Cur.)   -  Silvana, 2010  -  I Quaderni Del Museo Bernareggi

"Carlo Ceresa, il quale andrebbe chiamato il Carlo del Brembana, se n'è restato, autonomo e tetragono, per tutta la vita, chiuso su in valle, con una ben precisa coscienza che là, e solo là, avrebbe potuto metter su la sua indimenticabile "banda" del paese". Le parole ispirate di Giovanni Testori chiariscono il forte radicamento territoriale del maggiore artista bergamasco del diciassettesimo secolo. Sopravvissuto all'ondata di peste del 1630, Ceresa inizia una prolifuca attività come pittore di pale d'altare, distinguendosi al contempo per le abilità di ritrattista. Il volume ripercorre la sua decennale produzione sacra, compresa tra la Pietà coi Santi Rocco, Pietro, Antonio da Padova e Sebastiano di Fuipiano al Brembo (1628) e l'Annunciazione e l'Angelo Custode tra i Santi Serafino e Giorgio di Ardesio (1674). Sono state selezionate venticinque località bergamasche che custodiscono sue opere, molte delle quali ancora oggi inserite nel loro contesto originario.

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LIBRO   9788836622870

Carlo Ceresa. Un pittore del Seicento lombardo tra realtà e devozione. Catalogo della mostra (Bergamo, 10 marzo-24 giugno 2012). Ediz. illustrata Facchinetti S. (Cur.)  Frangi F. (Cur.)  Valagussa G. (Cur.)   -  Silvana, 2012  -  Cataloghi Di Mostre

Esponente di maggior spicco, accanto a Evaristo Baschenis, del Seicento bergamasco, Carlo Ceresa (1609-1679) fu anche il più convinto interprete, in quel secolo, della vocazione naturalistica che contraddistingue la pittura lombarda. Per quanto sia disposta entro i decenni che segnano la massima affermazione del linguaggio barocco, la vicenda dell'artista si distingue per una tenace estraneità a quella stagione figurativa. Alla dimensione decorativa e teatrale della pittura del suo tempo Ceresa oppone infatti un linguaggio sobrio e sincero, apprezzabile sia nelle sue opere sacre, sia nella lucida obbiettività dei suoi ritratti, che lo pongono come ideale anello di congiunzione tra l'esperienza cinquecentesca di Moroni e quella settecentesca di Fra' Galgario. A sessant'anni di distanza dalla rassegna su "l pittori della realtà in Lombardia", che sancì la riscoperta dell'artista, la mostra ripercorre l'intera parabola di Ceresa, dalle opere giovanili influenzate dalle stampe tardo manieriste, all'acquisizione di un convincente stile autonomo, maturato soprattutto sullo studio dei modelli di Daniele Crespi. I confronti con le opere di quest'ultimo, oltre che del Genovesino e di Baschenis, consentono di illuminare il contesto culturale nel quale si giocò la carriera di Ceresa, il cui profilo antibarocco è invece rivelato dalla contrapposizione dialettica tra i suoi dipinti essenziali e meditativi e il registro più spettacolare dei pittori attivi per il territorio bergamasco.

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