Silvana Libri
Libri editi da Silvana con argomento Licini Osvaldo Storia dell’arte e stili artistici: dal 1900 in poi
Osvaldo Licini. Tra le Marche e l'Europa. Catalogo della mostra (Ascoli Piceno, 18 aprile-4 novembre 2008). Ediz. italiana e inglese Pontiggia E. (Cur.) Torelli Landini E. (Cur.) - Silvana, 2008
Chi è stato Licini? In un'epoca come la nostra, in cui tutto è light e soft, potremmo dire che è stato il poeta della leggerezza: un artista intensamente capace di esprimere una condizione di levità, sia nell'uomo (le sue ligure perennemente "in bilico"), sia nell'universo, che lui popola di angeli ribelli, lune che galleggiano nel ciclo, personaggi volanti. Licini è stato un artista "eretico", come lui stesso si definiva. negli anni dieci ha aderito al futurismo, senza mai essere futurista. Negli anni venti ha dipinto paesaggi e nature morte, ma infondendo in quei soggetti statici una tensione emozionata. Negli anni trenta è stato un protagonista dell'astrattismo, ma non è mai stato un freddo creatore di geometrie. Diceva anzi: "Dimostreremo che la geometria può diventare sentimento, poesia". Negli anni quaranta ha dato forma a un mondo visionario: lune, demoni, personaggi mitici. Europeo come pochi artisti italiani (ha vissuto a Parigi dal primo dopoguerra alla metà degli anni venti), ha scelto poi di abitare nel paese marchigiano, piccolo come un presepe, dove era nato: Monte Vidon Corrado. Da tutti questi felici contrasti, e da questa sua intensissima carica visionaria, è nata una delle opere più suggestive e poetiche di tutto il ventesimo secolo.
Licini. Opere 1913-1929. Catalogo della mostra (Brescia, 18 ottobre 2006-19 gennaio 2007) D'amico F. (Cur.) Goldin M. (Cur.) - Silvana, 2006 -
Grande maestro della pittura italiana, Osvaldo Licini ha vissuto molti momenti fondamentali dell'arte novecentesca: dal futurismo, al soggiorno a Parigi dove conosce Kandinsky e Kupka. A partire dalla realtà oggettiva - il paesaggio e le colline tanto amate - Licini ne indaga le soluzioni figurative e spaziali inusitate, usando un cromatismo vivace, nei lavori degli anni venti. Nei lavori successivi, alleggerisce progressivamente il segno in una riduzione delle forme che lo porta, negli anni trenta, all'astrattismo. Il catalogo raccoglie trentatré lavori compresi tra il 1913 e il 1929, in qualche modo preparatori per la sua produzione più nota con un laboratorio figurativo che, ripercorrendo i generi consueti della natura morta, del paesaggio e del ritratto, pone le premesse per quel modo visionario e sognante che caratterizzerà le sue immagini dal secondo dopoguerra in poi.
Osvaldo Licini. La stagione figurativa, il rapporto con il territorio marchigiano. Catalogo della mostra (Ascoli Piceno, 18 aprile-4 novembre 2008). Ediz. illustrata Pontiggia E. (Cur.) Torelli Landini E. (Cur.) - Silvana, 2008
Monte Vidon Corrado non è solo il luogo di nascita di Osvaldo Licini, ma la sua dimora elettiva: ha scelto questa dimensione di quiete, questi spazi naturali così evocativi, con i profili collinari sovrastati dall'immensità del ciclo in cui ogni notte sembra rinnovarsi l'enigma del cosmo. Il suo percorso esistenziale e artistico, tranne gli anni dell'Accademia e alcuni importanti viaggi in Francia e in Svezia, si è svolto interamente in questa terra che è stata fonte di ispirazione in tutte le fasi della sua attività artistica, da quella figurativa a quella delle liriche geometrie astratte, alle creature fantastiche, misteriose, beffarde che animano i "cicli della fantasia" spalancati sopra inquietanti paesaggi antropomorfi. Il volume indaga le radici dell'arte liciniana, il rapporto col territorio: il contesto socio-economico e culturale di formazione, la famiglia d'origine, gli anni impetuosi dell'Accademia di Bologna; ripercorre la geografia personale dell'artista e il valore di "laboratorio d'arte sperimentale" della sua casa di Monte Vidon Corrado. Ne tratteggia il profilo politico e l'impegno come sindaco nel dopoguerra e raccoglie la preziosa testimonianza dell'amico Luigi Dania. La fase figurativa degli anni venti viene letta attraverso dipinti poco noti, attraverso le sue segrete carte, in cui si fondono disegni, schizzi, bozzetti con scritti, annotazioni, poesie, e attraverso l'epistolario da cui emergono gli affetti, l'ironia e gli interessi culturali.