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Libri editi da Streetlib con argomento Bonanno Maria Gemma LETTERATURA E STUDI LETTERARI
La poesia immaginifica di Maria Gemma Bonanno Valastro Orazio Maria - Streetlib, 2026
La poetessa del Ramarro: la Madre che spezzetta il proprio cuore in sillabe di sangue. Maria Gemma Bonanno, mia Madre, la poetessa del Ramarro, definita anche la poetessa dell'isola, la poetessa Etnea, la poetessa dell'anima, la poetessa spirituale, la poetessa visionaria, la poetessa onirica, è deceduta il 19 luglio del 2025. Le lettrici e i lettori possono trovare qui riuniti i saggi critici alle raccolte poetiche e all'autobiografia poetica di Maria Gemma Bonanno, tutte le sue opere pubblicate a partire dal 2014, scritti da donne e uomini di cultura, accademici e docenti, prosatori e saggisti, poeti e artisti. La donna che queste pagine ci restituiscono è una figura emblematica complessa, il Ramarro ne è il suo stesso emblema, la personificazione allegorica che la incarna e sollecita un'interpretazione estetica articolata. Ci troviamo in presenza di una poetica che con il suo verso libero, svincolato dalle regole metriche, ritmiche e strofiche che organizzano il testo poetico in forme codificate, trasforma e rinnova l'esperienza e il significato più profondo della poesia. La poetessa, rimaneggiando la struttura ritmica della poesia metrica, si concentra sul respiro ritmico del corpo poetico, quel corpo sensibile che coesiste con il mondo e invita a una cerca instancabile e sempre rinnovata della relazione con sé stessi e gli altri. Cosa si nasconde dietro il bisogno universale di scrivere poesie e raccontarsi? «Al mio pinocchietto/ che con il suo nasino/ ha sempre desiderato/ di rinascere con me.» Una prima risposta la troviamo nella dedica che mia madre mi fece poco tempo prima di morire. Lei è rinata attraverso la poesia, è divenuta corpo poetico, come io stesso ho cercato di rinascere attraverso la scrittura autobiografica, immaginando una nuova presenza a me stesso e al mondo. Le sue poesie sono un patrimonio immateriale culturale e un'eredità estetica ed etica, generatrici di energie benefiche, più deboli forse della perdita umana ma altrettanto risolute come la morte.