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Libri editi da Studium con argomento Brescia EUROPA
Le cronache medievali Malvezzi Giacomo Bonini Valetti I. (Cur.) Archetti G. (Cur.) - Studium, 2016 - Quaderni Di Brixia Sacra
L'edizione delle "Cronache medievali" di Giacomo Malvezzi, redatta ai primi del Quattrocento dal medico e umanista bresciano, è la prima "storia" di Brescia che narra in forma di cronaca le glorie urbane e dei suoi cittadini. Cose vere e cose inventate si snodano dai tempi più remoti sino al 1332 quando, con l'avvento della signoria scaligera, l'autore interrompe repentinamente la sua esposizione. Tra i rimandi storici e esornativi è soprattutto la "Storia dei longobardi" di Paolo Diacono a fungere da modello per le riprese letterarie, descrivere gli avvenimenti e costruire il profilo di personaggi. Ne risulta un contrastato affresco che unisce l'intento retorico alle ragioni educative, diventando essenziale per la comprensione dell'identità e della crescita della civiltà longobarda-lombarda, ossia italiana, per esprimerci con le parole del cronista.
Intorno alle mura. Brescia medievale. Ediz. illustrata - Studium, 2015 - Fuori Collana
"La città è un racconto. È un genere letterario unico, del quale ciascuno di noi è nello stesso istante protagonista, autore e lettore. Ogni parola, ogni pausa, ogni ripensamento e cancellatura, perfino l'orizzonte da cui lo sguardo muove creano il senso di questa narrazione. È una storia manoscritta. La grafia non sempre è chiara. A volte aulica, a volte frettolosa e tormentata, impone un ritmo discontinuo alla lettura. Obbliga a soffermarsi, a confrontare caratteri simili, a rinvenire tra le pagine affastellate di questo straordinario diario iperreale intrecci di vicende e legami impolverati. Il percorso intorno alle mura invisibili, sulle tracce crittografate di Brescia medievale, è il taccuino moderno di un curioso investigatore, il viaggio nella soffitta poco accessibile di un castello millenario, fra atmosfere noir, storie di riscatto, di libertà ed eventi prodigiosi. È il disegno appuntato con pochi tratti di matita, a racchiudere svelto il significato e la memoria di profili urbani ormai dispersi. Intorno alle mura è un'escursione sul limine disegnato da brani di verde intermittente, impuntura dimenticata di un orlo dismesso ma irreversibilmente segnato." (Ilaria M. Volta)
Santa Giulia. Percorsi artistici nell'agiografia monastica: l'esempio di San Salvatore di Brescia Stroppa Francesca - Studium, 2012 - Fuori Collana
Il patrizio Belisario che Giustiniano aveva posto a capo delle spedizioni militari, avendo vinto mentre combatteva in Africa la città di Cartagine, acconsentì che i soldati conducessero come prigioniera la bella e illustre vergine Giulia. Essa, portata alla fine in Corsica, terminò i suoi giorni con il martirio. Il suo venerabile corpo riposa in questa città per il saggio intervento della nobile regina Ansa, moglie di Desiderio, serenissimo re dei Longobardi, come più ampiamente narrerò nei capitoli seguenti. Ansa dunque, la più eccellente delle matrone, a lode e gloria di Dio Onnipotente e della santissima Maria Vergine e Madre e a onore della beata Giulia, preziosa martire e vergine, costruì una basilica fuori della cerchia di mura della città di Brescia, quando dalla venuta del Salvatore erano passati DCCLIII anni. Lì costruì anche un monastero; lo decorò magnificamente con molti ornamenti, lo arricchì di molti possedimenti non solo in territorio bresciano, ma anche cremonese e in molti altri luoghi; offrì inoltre a quel monastero venerabile diversi doni e vi pose come prima badessa Anselperga, figlia sua e di Desiderio, e con lei molte figlie di nobili cittadini furono raccolte sotto la Regola di san Benedetto; Ansa stabilì che il medesimo monastero fosse di pertinenza del sommo pontefice, senza alcuna autorità intermedia, e la stessa Santa Sede per mezzo di privilegi espresse la sua conferma. Nella medesima basilica Ansa fece seppellire molti corpi di santi. Vi pose il corpo della santa vergine e martire cartaginese Giulia, portato dalla Corsica, e volle che quel tempio fosse dedicato al suo nome per degna memoria. Vi collocò anche i piccoli corpi di due santi Innocenti, alcune membra di san Biagio, come il braccio, e insigni reliquie di molti santi. Oltre a questi la illustrissima signora pose nella basilica il corpo di santa Sofia e quello di tre sue figlie, Elpis, Agape e Soteria, il corpo di sant'Ippolito, di sant'Epimeneo e anche le membra di san Giustiniano.