Libri su Napoli
Saggi, romanzi e guide sulla storia e la cultura partenopea di Napoli
Tutti gli uomini del viceré Maugeri Mariano - Rizzoli, 2009 - Bur Futuropassato
Dal terremoto del 1980 a Monnezzopoli, da Antonio Gava ad Antonio Bassolino, da Achille Lauro ad Alfredo Romeo, Napoli è una torta da spartire, una fabbrica di sogni mai realizzati, un buco nero. Durante i quindici anni di governo incontrastato dell'ultimo viceré, eletto a furor di popolo due volte sindaco e due volte governatore della Campania e ora pronto a ricandidarsi alla guida della città, il miraggio del Rinascimento si trasforma nell'incubo dei rifiuti, del commissariamento della Sanità, di un'emergenza sociale fatta di disoccupazione, abbandono scolastico, criminalità organizzata - che diventa normalità. I piani strategici restano nei cassetti, le periferie dilagano nel centro storico, le inchieste giudiziarie (Canaglia, Rompiballe, Magnanapoli) spaccano le giunte e frenano lo sviluppo. E la politica? Come dice Franco Roberti, ex capo della Dda di Napoli, la politica è morta, e quella singolare materia che le è sopravvissuta serve solo come sponda per gli affari. Questa inchiesta racconta le gesta di una classe dirigente concentrata solo sui propri interessi, imperturbabile di fronte alle proprie incompetenze, impegnata in un grottesco valzer di poltrone che poco ha a che fare con la gestione dei gravi problemi - ma anche delle opportunità - che è chiama ad affrontare.
Giorgio Napolitano. La traversata da Botteghe Oscure al Quirinale Franchi Paolo - Rizzoli, 2013 - Saggi Italiani
"Probabilmente Giorgio Napolitano non avrebbe gradito affatto, nemmeno nell'aprile del 1944, essere definito 'un intellettuale di avanguardia', come ha detto Togliatti e come vuole un lessico marxista-leninista che gli è sempre andato stretto" scrive Paolo Franchi. "Ma è ancora più probabile che, senza la svolta di Togliatti, comunista, o almeno comunista a tempo pieno, non sarebbe diventato mai." A Napoli, durante la guerra, le sue prime passioni di giovane antifascista sono il cinema, il teatro, la letteratura, la poesia, la musica, vissute, al liceo Umberto e all'università, con molti ragazzi che si faranno strada, da Raffaele La Capria a Giuseppe Patroni Griffi, da Rosellina Balbi ad Antonio Ghirelli. Ma la a via all'antifascismo e al Pci passa anche per la scoperta dell'umanità dolente del ricovero antiaereo scavato davanti alla casa della sua famiglia, sotto Palazzo Serra di Cassano, dove, per sfuggire a bombardamenti feroci, la povera gente dei "bassi" e del Pallonetto Santa Lucia si mescola con i "signori" dei piani alti. È in quel rifugio che Napolitano si scopre per la prima volta in grado di reagire persino agli eventi più drammatici con grande autocontrollo e ragionevole fatalismo. È una virtù innata che praticherà per tutta la vita. Prima nel Pci, dove sin dai suoi primi passi in politica avrà per maestro Giorgio Amendola. Poi in Europa e nelle istituzioni, da presidente della Camera e soprattutto da capo dello Stato.