Allemandi Libri
Libri editi da Allemandi con argomento Architettura Moderna
Le radici tedesche dell'architettura moderna. Gli esordi del Werkbund e di Mies Oechslin Werner - Allemandi, 2008 - I Testimoni Dell'architettura
Molti di quelli che sono stati considerati i grandi maestri dell'architettura moderna erano tedeschi, e nella Germania dei primi trent'anni del XX secolo si erano formati e avevano iniziato a lavorare all'idea di un nuovo modo di progettare e costruire. Nei due saggi di questo volume Werner Oechslin, una delle voci più importanti nella storiografia dell'architettura di area tedesca, indaga l'ambiente culturale del primo Werkbund e le vicende di Mies van der Rohe durante gli anni venti, fino al 1927, quando l'esposizione del Weissenhof di Stoccarda inizia a consacrare lo stereotipo internazionalista dell'architettura moderna.
Architettura alpina moderna in Piemonte e Valle d'Aosta. Ediz. illustrata De Rossi Antonio - Allemandi, 2006 - Architettura Contemporanea A Torino
Scopo del volume è quello di ricostruire una "mappa" storica e critica delle diverse esperienze architettoniche che hanno interessato le Alpi occidentali italiane nel corso della modernità: l'invenzione del mito alpino tra Sette e Ottocento; la nascita del turismo e dell'idea di architettura alpina; la costruzione di infrastrutture dall'Ottocento alle stagioni d'oro degli anni trenta-cinquanta del Novecento; il turismo di massa e la montagna come bene di consumo, con la parallela dissoluzione delle comunità tradizionali e la messa a punto di un'architettura per il tempo libero; la riscoperta negli anni settanta delle culture locali fino all'attuale fase di trasformazione, in bilico tra valorizzazione e omologazione.
Architettura dell'inquietudine. The architecture of unease. Ediz. bilingue Bordini Valter - Allemandi, 2006 -
Questo è uno studio dedicato ai movimenti moderni, in particolare quello esistenziale-fenomenologico ed organicista, un po' emarginati dalle correnti razionaliste e funzionaliste: movimenti minoritari, proprio per la loro carica utopica, ma che continuano a riemergere più volte. Sempre più cosciente della fine dei grandi riferimenti ideologici, l'architettura contemporanea tende a includere contaminazioni e mescolanze, ambiguità e ironia, e spesso i migliori progetti rimangono soltanto disegni su carta. Tre sono le ipotesi di sviluppo dell'architettura individuate dall'autore: il rifugiarsi nell'alta tecnologia, l'arretramento nel funzionalismo banale, la scelta invece dell'immaginazione per ridare un senso alle forme (come accade in alcune opere di Robert Venturi, Bob Rauschenberg e Aldo Rossi). Soprattutto l'architettura contemporanea può contrastare il moralismo negativo imperante, secondo cui la qualità è uguale a spreco, la quantità risolve i problemi, e tutto ciò che va oltre la necessaria utilità è superfluo e costoso. Un moralismo che maschera in realtà il gap culturale dell'Italia degli anni ottanta e novanta, rispetto agli altri paesi, e che contrasta in modo stridente con l'immenso patrimonio di antichità e di beni artistici e monumentali.