Aracne Libri
Libri editi da Aracne con argomento Martin
Frate Giorgio Martinuzzi. Cardinale, soldato e statista dalmata agli albori del Principato di Transilvania Nemeth Papo Gizella Papo Adriano - Aracne, 2017 - Iconografie D'europa
Giorgio Martinuzzi Utyeszenics (1482-1551), meglio conosciuto come frate Giorgio, fu vescovo di Várad (Oradea), primate d'Ungheria, cardinale, sommo tesoriere, giudice supremo, comandante militare, luogotenente regio in Ungheria e in Transilvania. Nato in Dalmazia da genitori nobili ma decaduti, dopo un'esperienza monastica vissuta in Ungheria e in Polonia ricoprì alti incarichi ecclesiastici, amministrativi e militari nel Regno d'Ungheria di Giovanni I Zápolya e in Transilvania. Il suo obiettivo politico fu quello di tenersi in equilibrio tra le due grandi potenze dell'epoca, quella asburgica e quella ottomana, al fine di salvaguardare l'integrità territoriale del regno magiaro. Sortì tuttavia l'effetto contrario: la nascita del Principato di Transilvania con la conseguente tripartizione dell'Ungheria. Accusato di connivenza col Turco dopo l'occupazione asburgica del paese, Giorgio Martinuzzi fu fatto uccidere da Ferdinando d'Asburgo nel suo castello di Alvinc (Vin?u de Jos). La Santa Sede aprì un'inchiesta, ma alla fine prevalse la ragion di stato: Ferdinando e i suoi complici furono tutti assolti con formula piena. Prefazione di Teréz Oborni.
Dario G. Martini, l'antiapocalisse. Un autore teatrale italiano fra due millenni Trovato Roberto - Aracne, 2005 -
Un'analisi ampia e articolata della produzione teatrale di uno scrittore molto prolifico, insignito del Premio Riccione 1962 per il dramma "Qualcosa, comunque" e del Pirandello 1977 per "Il latte e il sangue".
Carlo Maria Martini. Maestro di una pedagogia della speranza Iagulli Michele Pesenti Alessandro - Aracne, 2015
Carlo Maria Martini non può essere definito un pedagogista, ma i suoi scritti e la sua vita riflettono un pensiero pedagogico notevole, che pone al centro la figura del Maestro. Quel Gesù di Nazareth che convinse (e convince) nel segno dell'amore e della libertà: "Se vuoi, seguimi". L'essenza della sua pedagogia, infatti, si rispecchia nella seguente affermazione: "Non mi preoccupo di nessuno, purché sia in cammino". Che dice della speranza socratica che l'altro faccia della propria vita una ricerca indefessa. Più in generale: di una speranza per e nell'a(A)ltro. Un a(A)ltro, anzitutto, da ascoltare. Poiché l'ascoltare costituisce "la pienezza dell'uomo".