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Libri editi da Artem con argomento Di Luggo Annalaura
Annalaura di Luggo. Collòculi @pompeii Tolve A. (Cur.) - Artem, 2025 - Arte Contemporanea
Accogliere Collòculi all'interno del Parco Archeologico di Pompei significa affermare con forza il valore dell'inclusione sociale attraverso l'arte. Il Parco, da sempre attento alle tematiche giovanili, riconosce nell'opera un ponte tra passato e presente, un'occasione di riflessione e dialogo. La scelta delle Terme del Foro come luogo di esposizione è particolarmente significativa: un tempo spazio di incontro e confronto, oggi diventa il contesto ideale per un'opera che si fonda sul colloquio tra sguardi, incarnato dall'Oculus, simbolo di relazione e scambio. Altro aspetto cruciale è il materiale: l'alluminio riciclato. La storia non è immobile, ma si rigenera continuamente, proprio come la materia. Pompei non è solo testimonianza di una tragedia, ma il simbolo di una rinascita etica, sociale e culturale. [Gabriel Zuchtriegel] Sensibile a ogni forma di lateralità, di umbratilità, di storia trasversale, di silenzio che esseri abbandonati o marginalizzati sono costretti a vivere nell'incertezza degl'anni dei giorni delle ore, di Luggo afferra il mondo della vita e dei mille significati che la riguardano utilizzando strategie corali dove costruzione geometrica e perfezione estetica si intrecciano tra loro per farsi trama di un racconto, insieme scientifico e metafisico (ad alto grado simbolico), sull'occhio, sullo sguardo, sulla vista. [Antonello Tolve] L'interconnessione tra archeologia e arte contemporanea rappresenta un elemento essenziale della visione del Parco Archeologico di Pompei: Collòculi rappresenta la volontà di aprirsi a linguaggi innovativi, capaci di stimolare traiettorie originali di ri-generazione delle radici.
Oculus Spei Di Luggo Annalaura - Artem, 2025 - Arte Contemporanea
Oculus-Spei di Annalaura di Luggo, installazione multimediale immersiva presentata per la prima volta al Pantheon di Roma per poi essere collocata al Museo de' Medici a Firenze e infine nella Cappella della Sindone a Torino, presenta molti punti di contatto con il gusto estetico della cultura Seicentesca. Realizzata attraverso una tecnologia avanzata che consente allo spettatore di "entrare" nell'opera, l'installazione invita a vivere un viaggio interiore influenzato da emotività personali e guidato da gesti simbolici, immagini suggestive e da una luce evocativa. Il confronto tra Oculus-Spei e l'arte barocca si concretizza nel momento in cui l'installazione è stata posta proprio in uno degli ambienti più rappresentativi della cultura Seicentesca: la Cappella della Sindone, spazio nato dall'estro creativo dell'architetto Guarino Guarini. Qui è emerso un dialogo sorprendente, a tratti inaspettato perché la spettacolarità teatrale, la tensione dinamica tra luce e ombra e l'impianto architettonico fortemente emozionale e spirituale della Cappella ha trovato perfetta aderenza con il lavoro dell'artista campana.