Artem Libri
Libri editi da Artem con argomento Roma Arte
I tetti di Roma raccontano. Ediz. illustrata Bevilacqua Franco - Artem, 2013 - Storia E Civiltà
Roma capitale dall'alto dei tetti, più giù del cielo, più in alto dell'immaginario visivo che anche i cittadini più attenti portano impresso nella memoria: una prospettiva inedita, sorprendente, frutto della sapienza di illustratore, della passione 'antiquaria' e civile di Franco Bevilacqua. I campanili di Trinità dei Monti, Villa Medici, Piazza Navona e Palazzo Farnese, la cupola di San CarLo ai Catinari, Palazzo Barberini... Dalle terrazze di amici ospitali, dalle mansarde dei sottotetti, dalle verande segrete, visioni magiche, luci, tramonti, rituali, con il contrappunto garbato di aneddoti popolari e leggende, che restituiscono memoria e identità alla città eterna che rischiava di perdersi nel caos globale senz'anima.
Capolavori in rilievo. I sarcofagi di Atella e Rapolla Ragozzino M. (Cur.) Anguissola A. (Cur.) Lapadula E. (Cur.) - Artem, 2022 - Archeologia
I sarcofagi rinvenuti ad Atella e a Rapolla documentano la ricchezza e l'immaginario raffinato dei proprietari terrieri che, in età imperiale romana, dominavano la campagna del Vulture. Testimoni della fitta rete di scambi mediterranei (microasiatico il sarcofago con coperchio da Rapolla, attica la cassa da Atella) sono stati esposti al Museo Archeologico Nazionale "Massimo Pallottino" di Melfi tra dicembre 2019 e febbraio 2022. Coniugando la lettura iconografica all'esame dei materiali e delle produzioni allo studio topografico e alla ricostruzione della storia collezionistica, prende forma una proposta di metodo per lo studio dei sarcofagi romani nel loro contesto. Le tracce del popolamento e dello sfruttamento agricolo, le testimonianze della cultura materiale e artistica, la maturazione di una piena consapevolezza del ruolo sociale e civile del patrimonio archeologico si intrecciano nel racconto di un paesaggio millenario, naturale e umano.
Sancta Venera. Arte contemporanea e archeologia a Paestum Bignardi M. (Cur.) - Artem, 2016 - Archeologia
"La fabbrica Cirio si impianta in località Santa Venera nel 1907, portando alla luce i primi resti di un luogo sacro dedicato al culto di Afrodite, Venere per i Romani, caratterizzato da una straordinaria continuità nei secoli. Afrodite Urania, in quanto nata dal mare protegge i marinai durante i loro viaggi e presenta alcuni tratti che la accostano alla grande dea orientale Astarte, sotto la cui protezione navigavano i Fenici, e alla Venus Iovia dell'epoca lucana e repubblicano-imperiale. Sul santuario antico, dove sorgeva anche il borgo medievale e forse la chiesa di Santa Venera, si impianta la fabbrica: al toponimo secolare di Venere/Venera si aggiunge così Cirio, che ha probabilmente un'origine neo-greca e deriva da kyrios, signore. Sembra quasi un altro ritorno di Venere se accanto alla dea-santa troviamo adesso questo kyrios, titolo dato da Plutarco proprio all'accompagnatore di Afrodite-Venere. Per quanto può sembrare piccolo e innocuo, riesce a dominare uomini e dei grazie al potere dell'amore. Omnia vincit amor, come dicevano i Romani, l'amore vince su tutto." (Gabriel Zuchtriegel)