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Libri editi da Artemide con argomento Lingua Italiana Storia
Gli Statuta dell'Università di Oppido Lucano in Basilicata (1532-1559). Analisi storico-linguistica Di Tolla Margherita - Artemide, 2018 -
Gli "Statuta" fanno parte di un patrimonio storico-culturale e linguistico della comunità in cui sono stati redatti e possono esserne considerati lo specchio. Sono una forma di rivendicazione di autonomia amministrativa, espressione di vivaci forze locali che avevano tutto l'interesse a frapporre un argine al potere monarchico e a quello feudale, e scaturiscono dalla volontà del popolo di definire regole di condotta comuni sia in campo civile sia penale. La presente monografia mette in luce i risultati ottenuti dalla documentazione e dallo studio di linguistica del volgare meridionale attestato nella cancelleria di corte con varianti locali accolte dal notaio nel documento statutario. La trattazione è stata articolata partendo da un rapido quadro storico della Basilicata e in particolare di Oppido Lucano nel corso del XVI sec., dalla descrizione e da una breve analisi filologica degli "Statuta"di Oppido, dal loro contenuto, dalla storia recente del documento, dalla nozione stessa di "Statuta" in ambito meridionale, concludendo infine con la questione della lingua adoperata nei capitula dei Comuni e delle università per arrivare all'analisi linguistica del documento. Gli "Statuta" di Oppido rappresentano un esempio di un filone linguistico, storico e giuridico che ha permeato la realtà meridionale con una preponderanza ignota almeno fino allo scorso secolo e la loro analisi storico-linguistica è solo un primo contributo in un campo di ricerca di una tematica ancora giovane e che ha bisogno di ulteriori approfondimenti. Prefazione di Francesco Saverio Lioi.
Generi letterari e costruzione di una lingua comune tra Cinque e Seicento Rossi F. (Cur.) - Artemide, 2017 - Proteo
Che cosa tiene insieme le "cicalate" con le "prediche", un oscuro dialogo rinascimentale con i rimaneggiamenti teatrali secenteschi? La precisa coscienza metalinguistica dei loro compositori, in un "secolo", cioè il Cinque-Seicento, in cui tutto, o quasi, sembra ruotare attorno alla questione della lingua. Quella qui indagata, attraverso alcuni suoi generi significativi anche se tuttora poco studiati, è un'epoca attraversata da sguardi in avanti e all'indietro, da fervide polemiche tra fautori del modello fiorentino e anticruscanti, tra nostalgici dell'aureo Trecento boccacciano e petrarchesco (nella codificazione bembiana) e propugnatori del naturalismo della lingua parlata a Firenze nel Cinquecento, tra gli affezionati a un modello linguistico unificante e gli estimatori della diversità e del plurilinguismo. I saggi sono di Raphael Merida, Federica Rando, Fabio Ruggiano, giovani studiosi del Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne (DICAM) dell'Università di Messina.