Audino Libri
Libri editi da Audino con argomento Torino
Vedute di Torino tra '600 e '700. L'antico fascino della capitale sabauda in un'antologia di stampe d'epoca. Ediz. illustrata Roccia R. (Cur.) - Audino, 2014 - Vedute D'italia
Dalla rassegna delle più suggestive immagini di Torino tra Sei e Settecento circa ottanta rare incisioni di grande qualità - scaturisce il racconto singolare ed emblematico delle idee, dei progetti, delle ingegnose invenzioni che caratterizzano la lunga fertile stagione barocca della capitale sabauda. Costretta per lunghi secoli entro le mura tracciate lungo il perimetro angusto del quadrato romano, la città, nei primi decenni del XVII secolo, comincia la sua progressiva espansione, regolata da un perseverante programma elaborato dalla Corte. Attraverso tre successivi "ingrandimenti" l'antica Augusta Taurinorum, protetta dalla cittadella cinquecentesca e circondata da una robusta cinta fortificata adattata via via ai nuovi ampliamenti, accoglie la "Città nuova", con la splendida piazza di San Carlo, gli isolati in direzione del mitico fiume, con la bella via Po, i solidi quartieri verso porta Susina, e assume la caratteristica forma a mandorla, che serberà fino agli inizi dell'Ottocento. Nei cantieri ferve il lavoro degli architetti e delle maestranze, dei pittori, degli stuccatori, dei tappezzieri. Torino, capitale di un piccolo territorio a cavallo delle Alpi, si arricchisce dei palazzi per il Duca e per il governo della Città, delle residenze dei nobili; le sponde del Po e la collina si animano delle maisons de plaisance per il diletto delle Madame Reali; i boschi del vasto territorio accolgono sontuose residenze di caccia per gli svaghi del principe.
Vedute di Torino tra '600 e '700. Un'antologia di incisioni d'epoca - Audino, 1994 - Vedute D'italia
Vedute di Torino tra '600 e '700. Un'antologia di incisioni d'epoca - Audino
La città che non c'era. Un racconto molto personale del processo che ha rilanciato l'immagine e lo sviluppo di Torino Alfieri Fiorenzo Della Casa Steve - Audino, 2012 - La Buona Politica
Chi torna a Torino dopo tanto tempo quasi non la riconosce più. Chi non c'era mai stato la considera una delle città più belle e vivibili d'Europa. Che cosa è successo? Ce lo raccontano due dei protagonisti di una metamorfosi che non si è verificata in nessun'altra città italiana. Il racconto ha inizio a partire dalla Torino operaia degli anni Settanta e si snoda fino ad arrivare alla Torino delle Olimpiadi e dei 150 anni dell'Unità d'Italia, quando tutto il mondo finalmente può conoscere una città diversa, elegante, capace di usare la cultura come un grande strumento di attrazione. Un filo rosso che unisce la Torino di Novelli, di Castellani e di Chiamparino, con al centro la volontà dei Torinesi di non accettare un declino che sembrava inevitabile. Il simbolo di quella volontà è il Piano strategico che il Comune nel 1998 propose di redigere in modo partecipato. Ne derivò una "narrazione" condivisa di un futuro possibile, in cui la novità più eclatante consisteva nella centralità assegnata alla cultura. Il "caso Torino" dimostra infatti, in modo lampante, che è sbagliato considerare la cultura un lusso da "tempi di vacche grasse". È la cultura la sola capace di produrre contestualmente bellezza e ricchezza. Ma questo è possibile solo se le iniziative culturali sono inquadrate in una strategia di sviluppo complessivo che dia loro giustificazioni e prospettive. Quello che è avvenuto a Torino potrebbe avvenire in ogni città italiana.