Carocci Libri
Libri editi da Carocci con argomento Autobiografie
Raccontarsi a scuola. Tecniche di narrazione autobiografica Orbetti Daniela Safina Rossella Staccioli Gianfranco - Carocci, 2005 - Scuolafacendo. Tascabili
Le pratiche narrative si sono oramai diffuse nella formazione degli adulti e degli educatori. Nella scuola l'autobiografia (e la ludobiografia) possono rappresentare un'occasione importante per far riflettere gli allievi sulle proprie e sulle altrui storie, sulle esperienze del passato, sul presente e sulle attese future. Le proposte di questo volume sviluppano un "percorso di senso" didattico creativo e riflessivo, fatto di proposte per raccontare, di condivisione di esperienze, di lavoro di gruppo, di rispetto reciproco, di costruzione della conoscenza di sé e degli altri.
Il romanzo autobiografico. Un genere letterario tra opera e autore Grisi Cesare - Carocci, 2011 - Lingue E Letterature Carocci
L'autobiografia nella cornice del romanzo è un fattore scardinante che chiama i vari livelli di lettura (teorici, formali, tematici, semantici, filologici) ad una nuova interazione. La presenza "fisica" dell'autore scongiura il naufragio dell'opera nell'aurea eternità della sua dimensione assiomatica, riscatta il parricidio dell'autore e ridona al contempo una libertà più efficace al testo, più vera. Autore, testo e lettore ritornano ad avere un ruolo, perché tutto, nel romanzo autobiografico, parla di compromissione. Il quadro diacronico che deriva dallo studio delle opere trattate in questo volume (dagli esordi settecenteschi del romanzo italiano al secondo Novecento, dall'Abate Chiari a Ottiero Ottieri) mette in risalto le diverse matrici del bisogno autobiografico, toccando i punti più delicati dell'identità dell'uomo, trasportato in una dimensione atemporale, e riproponendo le sempiterne domande dell'umanità: l'autobiografia narrativa fornisce chiavi di lettura e risposte degne di nota. In un periodo in cui si parla di morte del romanzo e della letteratura, il romanzo autobiografico, ora codificato come genere, potrebbe essere uno sprone al "sincretismo", affinché gli strumenti critici possano seguire sempre da vicino il solco lasciato da ciò che per natura li precede: l'opera d'arte.