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Libri editi da Corponove con argomento Bar
Gian Giacomo Barbelli. Disciplini Verdi Devoti alla Madonna della Neve Chiesa San Rocco Bergamo Zanardi Margherita - Corponove, 2021
Con dovizia di studi Margherita Zanardi, che proprio sul Barbelli diede la sua tesi di laurea, ha raccontato l'insolita storia di questo dipinto di Gian Giacomo Barbelli (1604-1656) nella chiesa di San Rocco a Bergamo, nel Borgo San Leonardo della Parrocchia di Sant'Alessandro in Colonna. Il Barbelli ha raffigurato "Sant'Antonio da Padova con Gesù Bambino, San Fermo, anime purganti", aprendo un ovale nella tela per non nascondere l'antico affresco della Madonna della Neve, della quale erano devotissimi i Disciplini Verdi. Intorno alla cornice dell'ovale dell'antico affresco, nella sua tela il Barbelli, dipinse deliziosi angioletti in volo, in atto di reggere la figura della Madonna. con il risultato di un insieme davvero armonioso. Durante l'accurato restauro della tela, eseguito nel 2015 da Minerva Maggi Tramonti, sopra il giglio bianco dove è inginocchiato Sant'Antonio, sono emerse le lettere finali "LLUS" della firma Barbellus e la data MDCLII, una sorpresa perché la data di esecuzione del dipinto non corrisponde a proposte di studi precedenti. La data corrisponde invece ad un importante avvenimento legato alla richiesta del Doge Francesco Molino, che proprio in quell'anno chiese una reliquia di Sant'Antonio da portare a Venezia in Santa Maria della Salute. Ebbe risonanza il trasporto della reliquia del Santo e, proprio in quel fervore, i rettori di Bergamo decisero di eleggere Sant'Antonio a patrono della città. Ecco dunque la valida motivazione di questa tela commissionata al Barbelli, per "l'altare dei tanti miracoli" nella chiesa di San Rocco. Del resto il pittore, in quell'anno 1652, a Bergamo, stava dipingendo "Santa Grata regge la testa di Sant'Alessandro presentandola a San Lupo ed Esteria". L'antico affresco della devozione popolare alla Madonna della Neve è citato nel 1596 dal capitano veneto Giovanni da Lezze nella sua descrizione del territorio bergamasco: «S.to Leonardo... Chiesa S.to Roccho disciplini vestiti di verde con la devotione della Madonna della Neve et entrada de circa scudi 50». Nei vari capitoli l'autrice documenta La storia della Cappella Madonna della Neve; Baldissera Colleoni costruttore della Cappella per lascito testamentario; "L'Oracolum". Una devozione popolare da salvare; Borgo San Leonardo: Santi protettori e Confraternita di Sant'Antonio da Padova; Il dipinto del Barbelli e la relazione della restauratrice Maggi Tramonti. Le fotografie sono dello Studio Da Re.
Io sono la Stefy Baranca Stefania - Corponove, 2019 -
Nelle due paginette iniziali "la Stefy", da vera scrittrice, sbalza la sua figura di donna. Al liceo predilige ginnastica e filosofia, ma i genitori impongono giurisprudenza. È subito conquistata dal Diritto scoprendone le strette analogie con la filosofia richiedendo logica e deduzione. Avvocato per passione, si sposa con Angelo, anche lui avvocato dedito alla politica. La nascita di Maddy e Caty sovverte l'ordine delle sue priorità, mentre un'altra passione, la corsa, irrompe nella sua vita. La Stefy ha affrontato tutti i venti della vita correndo. La corsa la salva dal mondo, da se stessa, dalla malattia del tumore al seno. Il libro è il lungo racconto di un viaggio che non cede mai il passo alla malattia e alla tristezza, che concilia l'essere madre, moglie, avvocato e runner, con le cure necessarie. Un viaggio che rinsalda affetti e scopre nuove amicizie, che sospende sicurezze regalando nuova consapevolezza, quasi una guida per affrontare le paure, superando persino gli aspetti destabilizzanti dell'intervento con la creatività. Il tutto in un concerto tonale di affetti familiari, di amicizie, di mezze maratone, di aiuto ad altre giovani donne in corsa come lei...