Cronopio Libri
Libri editi da Cronopio con argomento Mosca
Archeologia del sangue (1948-1961) Moscato Enzo - Cronopio, 2020 - Lingue
"I testi presenti in questa prima parte del lavoro chiamato 'Archeologia del sangue', da me, idealmente, previsto diviso in tre sezioni, dai primi anni della mia vita fino a mò (anno del Signore 2020), potrebbero costituire una sorta di bislacca e parziale 'autobiografia'. Cioè, e con ciò, spiego il perché dei due aggettivi, 'bislacca' e 'parziale', di cui sopra: invece che parlare della mia vita, partendo dalla 'a' e arrivando alla (del resto ignota!) lettera 'zeta' di un lungo, complesso e ancora perdurante (grazie a Dio!) percorso, ho preferito concentrarmi piuttosto su un determinato mio periodo di esistenza; nello specifico, quello che va dall'anno 1948 all'anno 1961, e su di esso darvi ragguagli, esemplificandoli, raffigurandoli, in simbolici quanto concisi, spero!, nuclei narrativi".
Le scritture del Grande Infante. Sull'opera-vita di Enzo Moscato Affinito C. (Cur.) Lezza A. (Cur.) Palumbo M. (Cur.) - Cronopio, 2025 - Tessere
L'idea di un libro collettivo dedicato alle scritture di Enzo Moscato è sopraggiunta prima della sua scomparsa, portata dal desiderio innanzitutto di ringraziare Moscato in vita, in sua presenza, per il dono di una scrittura cosmica liberatrice, amica, tra gli altri, di quelle di Artaud, Genet, Copi, nonché di tutte le altre, di varia natura, che ha liberamente tradotto, così da stabilire, attraverso la relazione con l'estraneo, un rapporto del tutto inventivo con la tradizione teatrale, e non solo, napoletana. Si trattava anche di segnalare che a Napoli viveva non solo un'ineguagliabile appartata creatura del Teatro, ma uno scriba che si dedicava a un'incessante invenzione di scritture teatrali, letterarie, semiologiche, filosofiche, musicali, di cui offrono qualche testimonianza gli inediti qui pubblicati. Un'invenzione non separabile dalla creazione di una lingua irriducibile alla lingua materna, fatta esplodere e così in qualche modo riconsegnata agli iniziali turbamenti, alle inedite sonorità e incisioni che l'apprendimento del linguaggio produce, straniero, sul e nel corpo dell'infante. Il libro è stato pensato con Moscato, sempre presente, fino a qualche mese prima della scomparsa, a tutte le discussioni, talvolta anche in compagnia delle amiche e amici della sua opera-vita. Dopo la sua morte l'elaborazione, intristita dall'assenza, è proseguita e si è conclusa con l'invio dei testi di Gerardo Guccini e Antonio Latella, individuati con Moscato tra coloro che, lontani da Napoli durante la gestazione del libro, avrebbero dovuto testimoniare, con uno sguardo esterno, il loro rapporto con le sue scritture, compresa quella di scena. Con una polaroid di Patrizio Esposito.