De Agostini Libri
Libri editi da De Agostini con argomento Fertz Licia
Non c'è tempo per essere tristi Fertz Licia Usai Emanuele - De Agostini, 2020 - Varia
Quanti hanno provato la tentazione di cedere le armi e lasciarsi andare, dopo un grande dolore? È capitato anche alla signora Licia, alla morte dell'amatissimo Aldo, suo marito per sessantadue anni, quattro mesi e due giorni. I colori si sono spenti, il silenzio ha invaso la casa, le ore hanno preso a trascorrere tutte uguali. È stato allora che il nipote Emanuele ha inventato un "gioco" per distrarla: scattarle ogni giorno una foto in abiti variopinti e makeup impeccabile. E l'accessorio più importante: quel sorriso (magari un po' sdentato) che aveva perso. Da un piccolo germoglio, è sbocciato di nuovo quell'amore per la vita che Licia ha sempre portato con sé, e lo spirito curioso e anticonformista che le ha permesso di affrontare tutte le svolte della sua lunga esistenza. Perché Licia, prima di allora, non si era mai lasciata abbattere: né dalle privazioni della guerra quando era bambina, né dall'oppressione dei fascisti prima e delle milizie titine poi, né dalla sfida di ricominciare una nuova vita lontano dalla sua Trieste, sentendosi guardata come "straniera" e diversa. E nemmeno si era mai piegata agli stereotipi e ai luoghi comuni su cosa una donna può o non può, deve o non deve fare, in famiglia e sul lavoro. Soprattutto, Licia non ha ceduto di fronte alla prova più dolorosa: la morte dell'unica figlia, Marina. Si è asciugata le lacrime, si è rimboccata le maniche e si è presa cura del nipotino Emanuele, gettando le basi per un rapporto speciale e indissolubile. Oggi che ha ritrovato la sua energia e la sua verve, Licia non ha più tempo né voglia di essere triste, e lancia alle persone di ogni età un messaggio di resilienza, positività e libertà. Non è mai troppo tardi per sperimentare cose nuove (anche posare come modella, perché no), non è vero che le persone anziane devono farsi da parte e "sparire", non serve a nulla lamentarsi e ripiegarsi sul passato. Ogni giorno è un dono da vivere pienamente, perché essere felici è una scelta. «Quando hai quasi novant'anni, pensare al passato può essere pericoloso, perché la tristezza può bussarti alle spalle. Anche pensare al futuro non è facile, quando il tramonto è più vicino all'alba. La vita per la felicità è guardare al presente. Buon anno è per le ragazze, buon adesso è per le signore».
C'è sempre tempo per ricominciare Fertz Licia Usai Emanuele - De Agostini, 2026 - Varia
C'è sempre tempo per rinascere. Nonna Licia lo ha scoperto inaspettatamente a novant'anni, grazie alla forza dell'amore: quello incondizionato di suo nipote Elo e quello travolgente che ha imparato a riconoscere dentro di sé. Di fronte alle difficoltà della vita, lei ha scelto il coraggio, diventandone protagonista indiscussa: dal 2017, sui social e nella vita quotidiana, Licia sfida giudizi e convenzioni con abiti dai colori vivaci e una sicurezza contagiosa, dimostrando che energia, carattere ed emancipazione non si misurano con l'età. Dopo lo straordinario successo di "Non c'è tempo per essere tristi", nonna e nipote tornano con un nuovo racconto autobiografico, intenso, intimo e delicato. Oggi novantacinquenne, Licia ripercorre gli anni dal 2019 al 2025, attraversando dolori e paure, ma anche piccole e grandi sorprese. Pagina dopo pagina, racconta il tempo sospeso della pandemia, le sfide quotidiane e inaspettate e quelle "prime volte" che la vita continua a regalare: la gioia dell'arrivo di una nipotina, l'emozione del primo volo in aereo, la meraviglia di riscoprirsi ogni giorno più viva, ma anche l'accettare con il sorriso la non autosufficienza. Le voci intrecciate di Licia ed Emanuele testimoniano come dall'incontro tra generazioni diverse nascano nuove opportunità per conoscersi e reinventarsi, e come ogni sfida della vita si possa superare quando ci sono più mani pronte a sostenerci. Una storia vera che affronta con sincerità disarmante tutte le sfumature del prendersi cura di un familiare anziano. Un libro emozionante che ribalta ogni stereotipo sulla vecchiaia, ricordandoci che non è mai troppo tardi per scegliere la felicità.
Non c'è tempo per essere tristi Fertz Licia Usai Emanuele - De Agostini, 2025 - Varia
Quanti hanno provato la tentazione di cedere le armi e lasciarsi andare, dopo un grande dolore? È capitato anche alla signora Licia, alla morte dell'amatissimo Aldo, suo marito per sessantadue anni, quattro mesi e due giorni. I colori si sono spenti, il silenzio ha invaso la casa, le ore hanno preso a trascorrere tutte uguali. È stato allora che il nipote Emanuele ha inventato un "gioco" per distrarla: scattarle ogni giorno una foto in abiti variopinti e makeup impeccabile. E l'accessorio più importante: quel sorriso (magari un po' sdentato) che aveva perso. Da un piccolo germoglio, è sbocciato di nuovo quell'amore per la vita che Licia ha sempre portato con sé, e lo spirito curioso e anticonformista che le ha permesso di affrontare tutte le svolte della sua lunga esistenza. Perché Licia, prima di allora, non si era mai lasciata abbattere: né dalle privazioni della guerra quando era bambina, né dall'oppressione dei fascisti prima e delle milizie titine poi, né dalla sfida di ricominciare una nuova vita lontano dalla sua Trieste, sentendosi guardata come "straniera" e diversa. E nemmeno si era mai piegata agli stereotipi e ai luoghi comuni su cosa una donna può o non può, deve o non deve fare, in famiglia e sul lavoro. Soprattutto, Licia non ha ceduto di fronte alla prova più dolorosa: la morte dell'unica figlia, Marina. Si è asciugata le lacrime, si è rimboccata le maniche e si è presa cura del nipotino Emanuele, gettando le basi per un rapporto speciale e indissolubile. Oggi che ha ritrovato la sua energia e la sua verve, Licia non ha più tempo né voglia di essere triste, e lancia alle persone di ogni età un messaggio di resilienza, positività e libertà. Non è mai troppo tardi per sperimentare cose nuove (anche posare come modella, perché no), non è vero che le persone anziane devono farsi da parte e "sparire", non serve a nulla lamentarsi e ripiegarsi sul passato. Ogni giorno è un dono da vivere pienamente, perché essere felici è una scelta. «Quando hai quasi novant'anni, pensare al passato può essere pericoloso, perché la tristezza può bussarti alle spalle. Anche pensare al futuro non è facile, quando il tramonto è più vicino all'alba. La vita per la felicità è guardare al presente. Buon anno è per le ragazze, buon adesso è per le signore».