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Libri editi da E O con argomento Hrabal Bohumil
Bohumil Hrabal. Il macellaio sembrava un gufo Schiavone A. (Cur.) - Edizioni Clichy, 2017 - Sorbonne
«Non urto contro i lampioni né contro i passanti, soltanto cammino e puzzo di birra e di sporcizia, ma sorrido, perché in borsa porto libri dai quali mi aspetto che a sera da loro apprenderò su me stesso qualcosa che ancora non so». La maniera giusta per leggerne gli scritti l'aveva indicata lui stesso. Mettetevi comodi, ordinate da bere, che inizio a parlare. Pardon, a scrivere. Anzi, pardon, a trascrivere. Si perché Bohumil Hrabal si è sempre dichiarato un trascrittore, ponendo in chiaro quale fosse il suo atteggiamento rispetto al mestiere dello scrivere. La sua posizione nel mondo. Trascrittore di ciò che lo circondava, della storia del suo popolo colto e infelice, scriba sudato e coinvolto, mai distante, di narrazioni orali, di urla, risate sguaiate, di cialtronerie, irregolari vicende della vita normale, di sorrisi davanti alla tragedia. Di tragici silenzi. Poeta del particolare che diventa, grazie alle sue mani, divino. Un tramite, volendo addirittura svilire l'intenzione. Una brocca che si riempie e riversa. Toccato dal dono e perciò in grado di far comunicare attraverso se stesso l'eterno e il quotidiano. Rielaborare tutto, riciclare. Come quelle comunità ormai confinate nell'aneddotica e nel racconto buffo, in cui gli abitanti vivono reinventando gli oggetti che la società normale getta via. In Hrabal tutto è superfluo ma ogni parola è messa proprio lì dove dovrebbe stare.
Il gioco della vita. La storia di Bohumil Hrabal Kaczorowski Aleksander - E/O, 2007 - Vite Narrate
Il 3 febbraio 1997 Bohumil Hrabal si getta dal quinto piano dell'ospedale praghese della Bulovka. Dove cercare la chiave della sua misteriosa morte: nelle opere o nella biografia? Chi amava tanto la vita poteva forse suicidarsi? Aleksander Kaczorowski cerca di dare una risposta a questo inquietante interrogativo. Per farlo ripercorre la ricca esistenza di Hrabal, dall'infanzia nel birrificio di Nymburk alle prime esperienze letterarie, dalla breve adesione al comunismo ai rapporti sempre più difficili con il potere; descrive le persone che hanno contato nella sua vita, prime fra tutte il poeta Karel Marisko, il bizzarro zio Pepin e la moglie Pipsi, per giungere infine agli ultimi anni in cui è afflitto da una depressione sempre più grave. Alla fine, Kaczorowski dichiarerà di propendere per la tesi del suicidio.
Un tenero barbaro Hrabal Bohumil - E/O, 1996 - Tascabili E/O
Un tenero barbaro - E/O