Edizioni Ets Libri
Libri editi da Edizioni Ets con argomento Calvi
Calvino e i classici italiani Bellini Eraldo - Edizioni Ets, 2019 - Res Litteraria
Gli studi qui raccolti intendono sondare i tempi e i modi con cui Italo Calvino, nella sua decennale attività di scrittore, ha stabilito e mantenuto un legame profondo con la più ampia tradizione letteraria, dai classici antichi fino ai classici moderni, destinati a permanere pur nel mutare dei canoni. Accanto alla 'funzione-Manzoni', sempre attiva come modello anche quando discussa, e riconsiderata dopo le iniziali resistenze ideologiche ed estetiche, agisce sin dai tempi della vigilia prebellica la lettura di Montale, riferimento per una scrittura esatta capace di opporsi alla deriva linguistica della comunicazione di massa e insieme esempio di integrità morale e civile. A essi si aggiunge, a partire dagli anni '60, la scoperta di Galileo, che a Calvino suggerisce argomenti decisivi per la riflessione sulle 'due culture', umanistica e scientifica, e, all'ingresso della stagione 'cosmicomica', fornisce un rinnovato serbatoio di immagini e metafore. Rispetto alla bibliografia a oggi più diffusa, disposta soprattutto a cogliere le innovazioni del Calvino 'sperimentale', proiettato in un orizzonte latamente 'postmoderno', il volume assume dunque una prospettiva diversa, tesa a riconoscere nel dialogo con i grandi del passato un tratto sintomatico della ricerca dell'autore, sui piani complementari dello stile e del pensiero.
Riletture contemporanee. Trittico per Calvino e altre indagini Bacchereti Elisabetta - Edizioni Ets, 2024 - Letteratura Italiana
Questo insieme di studi si articola in quattro sezioni, internamente coese per prospettiva interpretativa e/o metodologica, nella molteplicità dei suggerimenti di rilettura di opere e di autori. Scritture del sé affronta il tema della rappresentazione dell'Io, da Fucini a Svevo, da Gadda a Pratolini, fino ai graphic novel sulla "memoria difficile" della Shoah. Il Trittico per Calvino è orientato sulla dimensione metaletteraria, dalle riflessioni sullo scriver breve e sull'"autobiografia impossibile", alla ricerca della relazione tra rappresentazione (mondo scritto) e realtà (mondo non scritto). Con Letteratura inquirente si qualificano gli studi della terza sezione: l'excursus sul Giallo e noir, sul giallo al femminile in area toscana, e gli interventi su Sciascia, Tabucchi, Lucarelli e Di Martino. In Altre occasioni, infine, all'indagine intertestuale sulla prassi dell'epigrafe nella narrativa italiana e all'analisi della transcodificazione multipla per La giara pirandelliana, si affiancano saggi dedicati a temi specifici su Fucini e Sciascia, alle "bestie" in Tozzi e ai racconti di Arpino.
La carta del mondo. Italo Calvino nel castello dei destini incrociati Savio Davide - Edizioni Ets, 2015 - Mod
Quando ebbe l'idea di scrivere Il castello dei destini incrociati, nel luglio del 1968, Italo Calvino aveva appena impresso una svolta alla propria carriera. Con il recente trasferimento nella Parigi di Raymond Queneau e dell'Oulipo, l'autore era approdato nei territori della letteratura combinatoria, confermando quel cambio di rotta in senso scientifico che fin dalle Cosmicomiche gli aveva alienato i favori di numerosi intellettuali, legati a un'idea tradizionale di engagement. Con il presente saggio, Davide Savio ricompone la frattura che sembra intercorrere tra il primo e il secondo Calvino, riconducendo Il castello entro la ragnatela di iniziative che lo scrittore era impegnato a tessere tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio dei Settanta: dalla stesura delle Città invisibili alle discussioni intorno alla progettata rivista "Alì Babà", dall'approfondimento dell'utopista Charles Fourier alla traduzione dei Fiori blu di Queneau. Collocato in una fase di ripensamento dei valori e delle prospettive, Il castello si dimostra una tappa nevralgica della riflessione calviniana sulla convivenza, nonché sul ruolo che all'intellettuale, nel pieno della modernità, è ancora concesso di recitare. Viene così rinnovata quella sfida al labirinto che, lanciata dalle colonne del "menabò", aveva trasformato Calvino nel cartografo di un mondo in apparenza refrattario all'ordine e alla ragione, eppure ancora capace di condensarsi in figure, immagini ed emblemi di respiro universale.