Edizioni Falsopiano Libri
Libri editi da Edizioni Falsopiano con argomento Bigelow Kathryn
Kathryn Bigelow. L'arte del dinamismo plastico Pettierre A. (Cur.) Zanello F. (Cur.) - Edizioni Falsopiano, 2024 - Falsopiano Cinema
Se ogni cineasta propone uno specifico sguardo sul mondo, allora qual è la logica e la natura dell'occhio di una regista come Kathryn Bigelow? "Kathryn Bigelow. L'arte del dinamismo plastico" connette la poetica dell'autrice di Blue Steel, Point Break, Strange Days, The Hurt Locker, Zero Dark Thirty e Detroit con la sua immaginazione visiva, analizza esempi, narrazioni filmiche e suggestioni, fornendo al lettore gli strumenti conoscitivi su di un cinema in grado di interfacciarsi con varie espressioni artistiche, con il magma ideologico, con le innovazioni dell'era digitale e con la narratologia classica, moderna e postmoderna. Uno sguardo matematico, ipertecnologico, estetizzante ma anche radicalmente incline all'umanesimo quello della regista, di cui nessuna Intelligenza artificiale del Terzo Millennio potrà mai replicare la specificità totalizzante. Il volume comprende saggi di Aurora Auteri, Fabio Cassano, Giuseppe Gangi, Roberto Lasagna, Antonio Maiorino, Massimiliano Martiradonna, Marcello Perucca, Antonio Pettierre, Mario A. Rumor, Mariangela Sansone, Elisa Torsiello, Fabio Zanello e Matteo Zucchi.
Ai confini del buio. Piacere e violenza in Kathryn Bigelow Morsiani Alberto - Edizioni Falsopiano, 2016 - Falsopiano Cinema
Premiata con l'Oscar per "The Hurt Locker", definita da un critico "la figlia femminista di Howard Hawks", Kathryn Bigelow ha saputo giocare al gioco del cinema d'azione virile meglio di tanti registi maschili. I suoi film, da Point Break a Blue Steel, da Near Dark a Zero Dark Thirty, sollecitano un'immersione dei sensi: un'esperienza estetica in cui si miscelano rapimento e complicità, feticismo e voyeurismo, luce e ombra. Un'avventura sensuale quanto mai attuale nell'era contemporanea della permissività estrema in cui gli artisti sono quasi "costretti" a esibire in modo diretto le loro fantasie più private, e che è ben riassunta dalle parole del protagonista di "Strange Days": «Tutti abbiamo bisogno di avventurarci nel tratto buio in fondo alla strada, è la nostra natura». Studiare il cinema della Bigelow significa capire qualcosa in più dei meccanismi di fascinazione dell'arte e di un inconscio personale che diventa collettivo, nella misura in cui questa regista americana rappresenta bene il nostro tempo, i totem e i tabù di un'epoca ben precisa. Il libro diventa così un attraversamento critico dell'immaginario americano come momento "forte", importante per capire chi siamo e come agiamo.