Effigie Libri
Libri editi da Effigie con argomento Lombardia
La memoria in piazza. Monumenti risorgimentali nelle città lombarde tra identità locale e nazionale Tesoro M. (Cur.) - Effigie, 2012 - Saggi E Documenti
Introdotti da una illuminante messa a punto metodologica di Catherine Brice, i saggi degli autori chiamati a collaborare a questo volume - riccamente illustrato da numerose fotografie e documenti spesso inediti - affrontano, da diversi punti di vista, il tema della memoria del Risorgimento come fondamento legittimante della nazione che si era fatta Stato. Si analizzano qui gli aspetti artistici, simbolici e allegorici; si esaminano i riti commemorativi, più o meno partecipati, spesso unitari ma talvolta anche divisivi e si seguono i loro mutamenti nel corso del tempo; si evidenziano le dinamiche tra istituzioni, amministratori, singoli personaggi, circoli politici, uomini di Chiesa, opinione pubblica, innestate da questioni quali la scelta del soggetto da immortalare, le modalità di finanziamento dell'opera, il luogo dove collocare la statua o magari dove trasferirla, nel quadro di nuovi assetti urbanistici. I casi di studio, qui riuniti sotto il comun denominatore regionale, testimoniano gli sforzi effettivamente compiuti dalle élite nazionali e locali per radicare nelle coscienze degli italiani le basi di una possibile religione civile, ma per altro verso confermano le difficoltà di mettere in atto le procedure di nazionalizzazione, rivelando la persistenza di sentimenti non omologabili e persino antagonisti rispetto alle istituzioni. A ragione si parla infatti di "Risorgimento conteso" e di linee di frattura non mai composte nell'identità italiana.
Sprofondo Nord Giovannetti Giovanni - Effigie, 2011 - I Fiammiferi
In una tranquilla città lombarda, un mattino d'estate scattano le manette per un agiato imprenditore edile, per un defilato avvocato tributarista e per il direttore sanitario Asl. Accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso, l'imprenditore Franco Bertucca è indicato come il locale capo della 'ndrangheta; l'avvocato Pino Neri accusato di sedere là in alto ai vertici lombardi dell'organizzazione criminale, e l'odontoiatra Carlo Antonio Chiriaco di mantenere fondamentali entrature nella malapolitica. Emerge così la "mutazione della classe dominante" - per dirla con Pasolini - la contiguità tra il sistema illegale politico-affaristico e quello criminale della moderna borghesia mafiosa al nord. Sorpresi mentre irridono le norme civili: scarti minimi, come il mancato rispetto delle regole, o sotterranei, come la compra del consenso, che incrinano il tessuto democratico fino a dargli progressivamente scacco.