Gingko Edizioni Libri
Libri editi da Gingko Edizioni con argomento Campi Di Concentramento
Una fortuna sfacciata. Sopravvivere all'indicibile ad Auschwitz e Dora Berg Pierre Brock Brian - Gingko Edizioni, 2015 - Nonfiction
Nel 1943, il diciottenne Pierre Berg, membro della Resistenza francese, venne scaraventato a Drancy, un campo di prigionia parigino, poi deportato ad Auschwitz, Dora e Ravensbrück. "Una fortuna sfacciata" racconta la sua odissea attraverso i dodici mesi ad Auschwitz, lo scampare ai bombardamenti Alleati, la straziante marcia della morte da Auschwitz a Dora, infine la sua fuga rocambolesca nel bel mezzo di una battaglia campale tra le forze tedesche e l'Armata Rossa. Assolutamente franco e venato di ironia, irriverenza e umorismo macabro, il contributo di Berg si colloca per importanza tra i lavori degli altri compagni sopravvissuti, Elie Wiesel e Primo Levi. La descrizione di vita nei lager, le esecuzioni, la gasificazione, le selezioni, la malattia, la fame che induce al cannibalismo, i morti gettati nei fiumi, i loro corpi usati come esche per attirare pesci, ogni cosa in questa testimonianza è orribile oltre ogni immaginazione umana, eppure è autentica. Leggere questo libro è un'esperienza unica. Berg è disarmante, onesto, acuto. La sua storia è anche un inno alla forza dello spirito umano e alla sua ferrea volontà di resistere nei momenti più bui.
Perché gli altri dimenticano Piazza Bruno - Gingko Edizioni, 2017 - Nonfiction
Bruno Piazza era iscritto al Partito Nazionale Fascista. Non era un oppositore del regime. Venne arrestato a Trieste il 13 luglio 1944, con l'accusa di "odiare i tedeschi" e di essere "di razza ebraica". Poco dopo fu deportato come prigioniero politico ad Auschwitz. Selezionato da Josef Mengele per l'eliminazione, trascorse un giorno intero nella camera a gas in attesa della morte, insieme ad altre 800 persone. All'ultimo momento il suo nome venne incluso (per ultimo!) in una lista e fu risparmiato. Riuscì a sopravvivere ad Auschwitz-Birkenau fino alla liberazione, il 27 gennaio 1945, da parte dei sovietici. Ritornato in Italia, scrisse in sole tre settimane di intenso lavoro la sua incredibile esperienza di prigionia, "Perché gli altri dimenticano". L'opera fu uno dei primissimi memoriali scritti da deportati ebrei nei campi di sterminio nazisti.