Giuliano Ladolfi Editore Libri
Libri editi da Giuliano Ladolfi Editore con argomento Pozzi
Perché la poesia ha questo compito sublime. Antonia Pozzi. Otto studi Vecchio Matteo Mario - Giuliano Ladolfi Editore, 2013 - Smeraldo
"...la poesia [...] ha questo compito sublime: di prendere tutto il dolore che ci spumeggia e ci romba nell'anima e di placarlo, di trasfigurarlo nella suprema calma dell'arte, così come sfociano i fiumi nella vastità celeste del mare. La poesia è una catarsi del dolore, come l'immensità della morte è una catarsi della vita. A volte mi sembra che l'unica possibilità di vita, per me, stia lì; l'unica possibilità morale, intendo; perché sarebbe uno sforzo di volontà continuo, lo sforzo più grande ch'io possa fare: vincere il peso inerte delle parole inanimate, farle vive." (Antonia Pozzi, 1933). La pubblicazione amplia il precedente lavoro di Matteo Mario Vecchio, "Antonia Pozzi. Otto Studi".
Antonia De Rocco Noris - Giuliano Ladolfi Editore, 2012 - Rubino
"Antonia ha tutto per essere felice e vincente nella vita: è ricca, bella, sportiva, intelligentissima, invece... Chi le si accanisce contro impedendole di realizzare i suoi sogni? La famiglia, il destino o lei stessa?". La scrittrice a cento anni dalla nascita ricostruisce il dramma della poetessa Antonia Pozzi. Antonia Pozzi morta tragicamente nel 1938 a soli 26 anni. La raccolta delle sue poesie fu pubblicata per la prima volta a cura del padre nel 1939 con il titolo "Parole. Liriche" (Milano, Mondadori, edizione privata).
Antonia Pozzi. Otto studi Vecchio Matteo Mario - Giuliano Ladolfi Editore, 2012 - Smeraldo
"...la poesia [...] ha questo compito sublime: di prendere tutto il dolore che ci spumeggia e ci romba nell'anima e di placarlo, di trasfigurarlo nella suprema calma dell'arte, così come sfociano i fiumi nella vastità celeste del mare. La poesia è una catarsi del dolore, come l'immensità della morte è una catarsi della vita. A volte mi sembra che l'unica possibilità di vita, per me, stia lì; l'unica possibilità morale, intendo; perché sarebbe uno sforzo di volontà continuo, lo sforzo più grande ch'io possa fare: vincere il peso inerte delle parole inanimate, farle vive." (Antonia Pozzi, 1933).