Iacobellieditore Libri
Libri editi da Iacobellieditore con argomento Scrittori
L'ultima pagina. Da Vladimir Majakovskij a David Foster Wallace, da Cesare Pavese a Virginia Woolf, storie di scrittori che hanno deciso di togliersi la vita Schimperna Susanna - Iacobellieditore, 2020 - Frammenti Di Memoria
Persone molto diverse tra loro anche rispetto al tema della morte. C'è chi aveva perseguito razionalmente l'atto finale del suicidio passando il tempo a teorizzarlo; chi sembra non aver resistito a una serie di disgrazie terribili; chi portava in sé un dolore emotivo che temeva inguaribile. Elemento comune, una insopportabile sofferenza che troppo spesso e irrispettosamente è stata etichettata come "depressione". Raccontare queste esistenze è un atto di riconoscenza per gli scritti che ci sono stati lasciati, e insieme un atto di riparazione per l'ipocrisia di una società che ritenendo il suicidio un gesto inaccettabile continua a operare intorno a esso ogni sorta di manipolazione, dall'occultamento alla sottovalutazione, quando non arriva addirittura all'ostracismo riguardo alle opere e alle figure dei suicidi.
I gatti di Hemingway Tagliamonte Patrizia - Iacobellieditore, 2022 - Graffiti
Pochi lettori sanno che la casa di Hemingway a Key West in Florida, oggi divenuta un museo, è piena di gatti tutti discendenti diretti dei 56 felini dello scrittore premio Nobel. Ma l'autore di "Per chi suona la campana" non era l'unico scrittore amante dei gatti. La storia della letteratura è piena di scrittori e scrittrici "gattari" e "gattare". Doris Lessing, premio Nobel 2007 per la letteratura che ha anche scritto un libro sull'argomento, "Gatti molto speciali"; il poeta T.S. Eliot, che scrisse "Old Possum's book of practical cats" (da cui l'opera teatrale Cats). Lord Byron aveva 5 gatti; Borges aveva un gatto che si chiamava Beppo, in onore di uno dei gatti di Byron. Catarina, il gatto di Edgar Allan Poe, andava ovunque con lui e ispirò il racconto "Il gatto nero". Téophile Gautier, autore di Capitan Fracassa, fu un grande amante dei gatti, e ne ebbe almeno una decina. Alcuni di loro sono nominati nella sua opera autobiografica "Ménagerie intime". La scrittrice francese Colette ebbe molti gatti; quando l'ultimo morì, ne soffrì tanto da non volere altri animali domestici per ben 15 anni. Mark Twain ne aveva undici, a cui amava dare nomi bizzarri, come Apollinaris, Zoroaster e Blatherskite. La scrittrice George Sand era così legata al suo gatto, Minou, da bere il latte dalla stessa tazza. Raymond Chandler era solito leggere i suoi scritti al suo gatto Taki prima che a chiunque altro. Il gatto di Petrarca, alla morte del poeta, fu ucciso e mummificato. William Burroughs, autore de "Il pasto nudo", scrisse l'autobiografico "The cat inside" (Il gatto in noi) per commemorare i vari gatti che occuparono un ruolo nella sua vita.