Il Mulino Libri
Libri editi da Il Mulino con argomento Sacro
Stato sabaudo e Sacro Romano Impero Bellabarba M. (Cur.) Merlotti A. (Cur.) - Il Mulino, 2014 - Pubblicazioni Ist. Italo-Germanico Trento
Dal Quattrocento al Settecento i Savoia furono considerati una dinastia tedesca, ramo cadetto degli imperatori sassoni di casa Wettin. Feudatari dell'impero dai tempi di Umberto I Biancamano, nonché "vicarii imperium per italiani", nel 1361 essi furono compresi nel corpo germanico, acquisendo diritti e status dei soli principi tedeschi. Ciò li differenziava dalle altre dinastie italiane - come Visconti, Gonzaga e Medici - i cui stati erano nell'impero, ma non dell'impero. Amedeo Vili, Emanuele Filiberto e Vittorio Amedeo II, i più grandi sovrani sabaudi, ebbero nel rapporto con l'impero la stella polare della propria politica, tanto che Carlo Emanuele I raccomandò al figlio "di stringersi bene in ogni maniera ed arte con l'impero", perché solo questo era "il dritto e vero appoggio" della dinastia. Sino a fine Settecento i sovrani sabaudi decorarono le loro residenze con affreschi e dipinti che ne illustravano la discendenza sassone: si pensi al Salone degli svizzeri, cuore cerimoniale del Palazzo Reale di Torino, dove gli affreschi non raccontano le storie dei principi sabaudi, ma quelli dei principi sassoni, come la conversione di Vitichindo. Poi, nel corso del Risorgimento, questa storia divenne motivo d'imbarazzo e i suoi simboli furono via via accantonati. Il volume affronta questo tema, tanto centrale quanto trascurato nella storia dello Stato sabaudo, attraverso il contributo delle più recenti ricerche di storici italiani, tedeschi, austriaci e svizzeri.
Il brusio degli angeli. Il sacro nella società contemporanea Berger Peter L. - Il Mulino, 1995 - Intersezioni
Sotto l'assalto della secolarizzazione l'onnipresenza del divino ha cominciato a farsi evanescente fino a che negli anni Sessanta alcuni teologi radicali sono arrivati a proclamare la "morte di Dio". Analizzando le tendenze sociali che hanno portato all'attuale crisi religiosa, Berger mostra come la prospettiva sociologica possa essere usata per mettere in dubbio le tesi del pensiero moderno con la stessa forza con cui il pensiero moderno ha messo in dubbio i dogmi della fede. Il vasto accordo che esiste oggi sulla scomparsa del soprannaturale charisce infatti molte cose dell'uomo moderno, ma ben poche cose del soprannaturale. E' compito della teologia ricominciare dall'uomo.
Per una «Chiesa eucaristica». Rilettura della portata dottrinale della costituzione liturgica del Vaticano II. Lezioni del 1965 Dossetti Giuseppe Alberigo G. (Cur.) Ruggieri G. (Cur.) - Il Mulino, 2002 - Tesi E Ricerche Di Scienze Religiose
Negli ultimi giorni del 1965, appena concluso il concilio Vaticano II, Dossetti ritenne necessarie alcune "riletture" dei testi maggiori del Vaticano II. Egli elabora nelle conversazioni qui edite per la prima volta un complesso di riflessioni dottrinali e istituzionali sulla costituzione liturgica, esprimendo la convinzione di un rilievo eccezionale della Sacrosanctum concilium, l'unica decisione conciliare che porta l'impronta di Giovanni XXIII. Nella misura in cui la riforma liturgica poneva al centro della chiesa la parola di Dio e l'eucarestia, i grandi problemi portati alla ribalta dal concilio apparivano singolarmente illuminati facendo riferimento a una teologia della parola di Dio, del mistero eucaristico, della comunione tra le chiese, della fondamentale unione dei cristiani e dell'intero genere umano. Anche una corretta impostazione dell'interpretazione del Vaticano II stava particolarmente a cuore a Dossetti, un'ermeneutica che non avrebbe dovuto prescindere dalle connessioni tra la dottrina del De liturgia e il resto del magistero conciliare, a pena di risultare inaffidabile. Affiancano l'inedito dossettiano una riflessione di Giuseppe Ruggieri sulla portata del testo, riletto dopo oltre trent'anni, e una ricostruzione complessiva della partecipazione di Dossetti al concilio Vaticano II condotta da Giuseppe Alberigo sulla documentazione originale