Il Rio Libri
Libri editi da Il Rio con argomento Italia
Il Teatro di massa. Un'esperienza di spettacolo politico nell'Italia del secondo dopoguerra Simone Maria Rita - Il Rio, 2021 - Officina Teatrale
Tra la fine degli anni Quaranta e l'inizio degli anni Cinquanta vede la luce il Teatro di massa del PCI. Un fenomeno particolare nel panorama teatrale italiano, unico nel suo genere, seppur debitore di esperienze simili che si sono susseguite in Europa a partire dalla fine dell'Ottocento. Nato come strumento di propaganda politica durante la campagna elettorale del 1948 si evolve in un arco di tempo assai breve, dal 1949 al 1951, e si conclude nel 1952. Il presente studio esamina il Teatro di massa del PCI come fenomeno a sé stante e parallelamente analizza modelli antecedenti che direttamente o indirettamente hanno esercitato la loro influenza: il Teatro per ventimila fascista, il Teatro del Popolo della Società Umanitaria e le esperienze più significative della Germania, della Francia, dell'Unione Sovietica e della Gran Bretagna tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento. Concludono l'analisi alcuni spunti di riflessione relativi al folklore progressivo, al rapporto del Teatro di massa con la regia e al legame con il cinema neorealista.
Italia Minor. Itinerari insoliti, curiosi e sconosciuti. Chicche della nostra penisola Guernelli Stefano - Il Rio, 2020
"Ancora una guida turistica, basta!" Questo sarebbe dovuto essere il titolo, ironicamente provocatorio, di questo libro. Non una guida, infatti, quanto un vero e proprio viaggio tra luoghi incantevoli, ma misconosciuti della nostra penisola. Un viaggio dove non saremo accompagnati dalla bella di turno tra tavole imbandite ad hoc e osterie con la H davanti, ma una vera e propria ricerca del genius loci del Belpaese.
Viaggio in Italia. Nord. Ediz. illustrata Lanfredi Franco - Il Rio, 2017
Cosa è rimasto del Bel paese? Alla domanda cerca di rispondere Franco Lanfredi con una serie di istantanee digitali, abilmente manipolate, in cui prende forma un originale e raffinato esercizio della visione. Ma ci troveremmo fuori strada se cercassimo nelle sue immagini una esplicita critica sociale. L'antropizzazione selvaggia e le colate di cemento sono state bandite dai suoi orizzonti per lasciare affiorare raffigurazioni da sogno, calligrammi fotografici on the road, scenari saturi di natura e di colore, scorci esageratamente belli e dunque tanto poco verosimili da generare effetti onirici. E allora si comprende come le sue opere chiedano, innanzitutto, la grazia della semplicità dello sguardo, la leggerezza di una libera osservazione.