Il Saggiatore Libri
Libri editi da Il Saggiatore con argomento Brecht Bertolt
Shakespeare Goldoni Brecht Strehler Giorgio Soresi G. (Cur.) - Il Saggiatore, 2022 - La Cultura
«Shakespeare, Goldoni, Brecht. Essi sono le voci che, con maggiore continuità, mi hanno guidato mentre attraversavo l'universo immenso del teatro.» Il rapporto di Giorgio Strehler con le opere di William Shakespeare, Carlo Goldoni e Bertolt Brecht è qualcosa di molto più intimo e molto più alto del consueto dialogo tra un regista e dei testi teatrali. Esse sono infatti il cuore della sua intera vita artistica: è nella loro messa in scena, nel ragionamento su copioni e adattamenti, nel confronto stesso con le figure di questi tre grandi maestri provenienti da secoli diversi che Strehler è riuscito a portare la sua ricerca e il suo sguardo verso territori prima inesplorati. Questo volume raccoglie le riflessioni di Strehler sul teatro e sul proprio mestiere, espresse in cinquant'anni di carriera durante la rappresentazione di dodici opere di Shakespeare, otto di Goldoni e sette di Brecht. Un filo ininterrotto di pensieri e bilanci, analisi e dubbi, disseminati tra conferenze, libretti discografici, appunti e programmi di sala: dal complesso rapporto fra traduttore e regista alla scelta del punto di vista con cui raccontare una storia sul palco, dal significato della riproposizione di un classico alle diverse funzioni drammaturgiche dei costumi in una trasposizione teatrale. "Shakespeare Goldoni Brecht" offre l'occasione unica di guardare all'interno della cassetta degli attrezzi di uno dei più grandi registi del XX secolo: un libro che, attraversando maschere e ombre, armigeri vestiti di tutto punto e palchi innevati, ci mostra passo dopo passo la maturazione artistica di Giorgio Strehler e i suoi molteplici tentativi di non sovrapporsi agli autori, ma anzi di completarli. Un'opera delle opere, che rivela il lavoro senza fine necessario per raggiungere la piena espressione di quello che Strehler stesso definiva il «teatro umano». Prefazione di Maurizio Porro.
«L'opera da tre soldi» di Brecht. Riflessioni, note di regia, allestimenti Strehler Giorgio Foradini F. (Cur.) - Il Saggiatore, 2026 - La Cultura
«È questo che mi aspetto dal teatro: che il pubblico ci ami e ci applauda, e allo stesso tempo non sia affatto d'accordo su tutto ciò che vede in palcoscenico.» Poche frasi dicono con altrettanta precisione che cosa Giorgio Strehler abbia cercato per oltre trent'anni in Bertolt Brecht e in uno dei suoi titoli più noti, L'opera da tre soldi. Un confronto che si accende nel 1956, alla prima messa in scena italiana al Piccolo Teatro, con lo scrittore tedesco presente in sala, illuminando in modo inedito le contraddizioni e le ipocrisie della società. Con quella rivoluzionaria rappresentazione, Strehler riesce a portare in Italia un'idea di teatro che non cerca di consolare o pacificare lo spettatore, ma anzi lo costringe a pensare. Un teatro che programmaticamente ambisce ad attrarre e allo stesso tempo contrariare il pubblico, tenendolo in uno stato di piacere inquieto, in cui la bellezza e il dissenso si alimentano vicendevolmente. Questa raccolta di note di regia, lettere, riflessioni, ricordi, dichiarazioni di Strehler è una sorta di archivio in movimento del rapporto tra interprete e drammaturgia: l'occasione di osservare da vicino il grande regista nel confronto con i problemi quotidiani della realizzazione di uno spettacolo - la traduzione, la musica, la recitazione, il passaggio del naturalismo al teatro epico - e con i grandi interrogativi sul senso stesso del fare teatro. Di allestimento in allestimento, dal 1956 al 1986, Strehler continua a interrogarsi, sondando ancora e ancora L'opera per farne emergere ogni volta l'attualità, senza chiuderla in una forma acquisita. Ciò che resta di questo lungo corpo a corpo intellettuale è un modo di porsi di fronte al testo teatrale, con la consapevolezza che il proprio mestiere «è scritto sull'acqua», e che il teatro rimane vivo solo se accetta, sera dopo sera, di ricominciare.