Il Saggiatore Libri
Libri editi da Il Saggiatore con argomento Corpo Umano
Il governo del corpo. Saggi in miniatura Camporesi Piero - Il Saggiatore, 2022 - La Cultura
«Sono stato adescato cammin facendo da molte e varie tentazioni e attratto da più ariosi e meno calpestati paesaggi. Ho fornicato con la storia alimentare, con i manuali di cucina, con l'economia agraria, con le culture dei campi, della strada e della fame, ho visitato il paese di cuccagna e quello di carnevale. Ho frequentato per un certo tempo santi padri e teologi, sono andato con predicatori, esorcisti, medici, anatomisti, naturalisti, speziali, "minerari" e "pratici investigatori", ciarlatani, spacciatori di segreti, vagabondi e zerganti, buffoni e cantimbanchi e simil genìa.» Con queste parole Piero Camporesi presenta gli essais raccolti nel "Governo del corpo": brevi saggi in cui, lasciandosi guidare dai sensi e dalla corporalità, Camporesi esplora e analizza alla luce di testi del passato le idiosincrasie del presente su salute, alimentazione, bellezza, igiene, sesso. In un procedere rabdomantico e curioso attraverso ricettari, pamphlet, almanacchi, fogli volanti, libri morali, ci troviamo in queste pagine a confrontarci con l'inquinamento dell'aria e l'ossessione per la pulizia, la liberalizzazione sessuale e il fanatismo dietetico, la scomparsa del concetto di inferno e la crisi degli ospedali, la demonizzazione del tabacco e le sofisticazioni alimentari, in un ritratto spietato del rapido mutamento di tendenze, gusti e pregiudizi nel contemporaneo. Il Saggiatore prosegue la ripubblicazione del corpus delle opere di Piero Camporesi con "Il governo del corpo", un'antologia dei «saggi in miniatura» usciti sul Corriere della Sera fra il 1985 e il 1990. In queste pagine Camporesi riesce a raggiungere una sintesi perfetta, utilizzando la cultura come una lente per osservare la società: un filtro programmaticamente inattuale, all'interno del quale unire in un'immagine nitida quello che altrove appare sconnesso.
La pittura incarnata. Saggio sull'immagine vivente Didi-Huberman Georges - Il Saggiatore, 2008 - La Cultura
Il fine della pittura è andare oltre la pittura, afferma Honoré de Balzac, che nel "Capolavoro sconosciuto" narra il mito di quest'arte, le sue origini, i suoi mezzi, i suoi estremi. Nella scena cruciale del racconto, Poussin e Porbus sono davanti all'opera del loro maestro Frenhofer, un ritratto così perfetto agli occhi del pittore, da fargli credere che la donna raffigurata sia viva, che si muova, che respiri. Dal drammatico desiderio dell'artista di rendere viva la carne dipinta, nascono i "pensieri sparsi" di Georges Didi-Huberman sul problema estetico dell'incarnato in pittura. L'autore ripercorre e interpreta le riflessioni sviluppatesi intorno all'"esigenza della carne", da Cennini a Diderot, Hegel, Merleau-Ponty. Richiama i miti di Pigmalione e Orfeo. Penetra nello struggimento che costringe l'artista a "scendere nell'inferno" per rendere vivo l'oggetto della pittura, per dare vita alla sua Galatea, per ridare la vita alla sua Euridice. Non solo. Didi-Huberman affronta anche il dopo, quello che avviene quando l'artista ha ormai realizzato l'opera, il senso di perdita, o la perdita di sé, che può derivarne: se l'oggetto della pittura, la carne, si perde irrimediabilmente sulla superficie piana, che cosa rimane? Un bagliore? Un dettaglio? Un lembo? O niente? In appendice "Il capolavoro sconosciuto" di Honoré de Balzac.
Dissolvenze. Corpi e culture nella contemporaneità Vallorani N. (Cur.) - Il Saggiatore, 2009 - La Cultura
Avere un corpo è il dato ineludibile del nostro stare al mondo. Però riscrivere, manipolare, violare, spogliare, cancellare questo corpo sono le operazioni alle quali più spesso assistiamo nella contemporaneità. L'originaria concretezza del nostro vivere fisico è elusiva, non rappresentabile in modo univoco. E la sua rappresentazione si distende tra due tendenze diverse: un corpo materiale intensamente presente e modellabile, oggetto che designa il potere in forma di corpo dei leader (Berlusconi e Stalin), definisce una buona prestazione sportiva e conferma un canone estetico, più spesso femminile e sempre decretato dai media; e un corpo come entità non più permanente o addirittura ormai dissolto, nella rimozione dei corpi delle vittime (i desaparecidos in Argentina), nella scrittura e riscrittura come reinvenzione di un corpo traumatizzato da un incidente, nella censura sociale del corpo affetto da Aids e infine nell'arte come rappresentazione dell'invisibile. Con contributi che spaziano tra storia, politica, sport, estetica e arte contemporanea, e con tre lunghe interviste a Elio De Capitani sul teatro di Sarah Kane, a Nancy Schiesari sui tatuaggi dei soldati americani in missione in Iraq e a lain Sinclair sulla stanza vuota dell'ebreo Rodinsky, "Dissolvenze" è un catalogo di rappresentazioni del corpo nelle culture contemporanee. Con infiniti gradi intermedi, che sono sempre corpo.