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Libri editi da Inschibboleth con argomento Gentile Giovanni
Prossime uscite su GENTILE GIOVANNI
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788815395382 Giovanni Gentile
Un pensiero sublime. Saggi su Giovanni Gentile Donà Massimo - Inschibboleth, 2018 - Zeugma. Lineamenti Di Filosofia Italiana
"Sessant'anni fa fu ucciso il maggiore filosofo italiano del Novecento, Giovanni Gentile. A differenza del suo fraterno nemico, Benedetto Croce, Gentile fu dannato nella memoria accademica e civile perché fu fascista e da fascista fu ministro della Pubblica istruzione, ispiratore della dottrina fascista, impresario di cultura. (...) Fu ucciso perché non volle cambiare idea né tirarsi indietro di fronte alle responsabilità, al punto da accettare dopo anni di emarginazione dal regime, di assumere la guida dell'Accademia d'Italia al tempo della Repubblica sociale, in piena guerra civile. (...) Infine rivolse, pochi mesi prima di morire, dal Campidoglio, un discorso a tutti gli italiani con un appello accorato alla concordia e al superamento delle fazioni che suscitò l'ammirazione di molti italiani ma anche le ire di fascisti e antifascisti intransigenti. Gentile pensò il fascismo come íl braccio secolare dell'Italia; il fascismo passa, l'Italia resta." (Dalla prefazione di Marcello Veneziani)
La logica non è tutto. Rileggendo Giovanni Gentile Croci F. (Cur.) - Inschibboleth, 2016 - Gulliver
Il volume raccoglie cinque studi, che indagano tre delle tematiche più fruttuose, perché problematiche, dell'attualismo gentiliano: il rapporto tra il concreto e l'astratto, la questione dell'arte e del sentimento, l'aporetica del passato. Da ogni contributo emerge, parafrasando il titolo del libro, che la logica non è tutto: vale a dire che la logica, nonostante gli sforzi di sistematizzazione di Gentile, non riesce a costituirsi come la totalità, l'orizzonte di tutto ciò che è. Una rilettura di Gentile, quella che si offre, che attualizza sempre di nuovo Gentile stesso, secondo il dettame del pensiero pensante: e lo fa riscoprendone le aporetiche più profonde. In ciò omaggia quanto di più vero l'attualismo costudisce dentro di sé. Ogni verbo e parola, ogni giudizio, ogni sistema, proprio in quanto fissato in una forma, è sempre uno sguardo, finito e perfettibile, narrante l'incatturabilità dell'atto del pensare, che è tutto in ogni pensato, pur non esaurendosi in nessuno. Si può concludere, allora, che l'attualismo gentiliano è autenticamente se stesso, proprio in quanto, nel dialogo che gli interpreti intessono con esso, si rivela essere sempre oltre se stesso.