L Orma Libri
Libri editi da L Orma con argomento Letteratura
Prossime uscite su LETTERATURA
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788831941051 Frattagli. Vol. 2: Poe e Baudelaire: le affinità elettive
Il fiato dello spettatore e altri scritti sul teatro (1966-1984) Pagliarani Elio Marrucci M. (Cur.) - L'orma, 2017 - Fuoriformato. Nuova Serie
«'A teatro è il fiato dello spettatore che dà fiato all'attore. Lo so per via che ogni tanto recito versi: io vario, essi variano, in funzione di chi ascolta, e viceversa.' Così scrive Elio Pagliarani nel 'Teatro come verifica': il primo dei saggi e articoli una cui scelta ordinò, nel '72, col titolo appunto 'Il fiato dello spettatore' (scelta qui ampliata e proseguita sino al termine della sua attività di critico teatrale, nell'84, grazie a un approfondito scavo bibliografico). Un'interazione da sempre presupposta dal teatro, certo, ma che per Pagliarani è solo un aspetto di quello che più gli interessa: 'la socialità dell'arte come capacità di provocazione immediata'. In quegli anni, più radicalmente, 'intervento del pubblico come elemento costitutivo dello spettacolo' (per esempio col Living Theatre) e annullamento, dunque, della separatezza sacerdotale tra il performer solo al comando e un'audience passiva e gastronomica: in una fusione simile, invece, al 'ritmo corale' dei 'braccianti del mare' evocato dal poeta nella Ballata di Rudi. L'incontro di Pagliarani col teatro non fa che dar seguito, infatti, alla componente pubblica, cioè sociale, di una parola, come la sua, da sempre declamata sulla strada prima che sulla scena. Una parola in 3D, già 'spettacolo come quei libri per l'infanzia, che oggi diremmo in qualche modo pop, donde salta fuori un bosco un castello i sette nani, a ogni pagina'. Assistiamo allora all'incontro fra i numi di Brecht e Artaud in un teatro che fa appello insieme all'intelletto e ai sensi: quello che si potè vedere, sulle scene italiane, nei mitici Sessanta e Settanta. Le 'cronache' teatrali di Pagliarani, come le chiama con un termine a lui caro, restano oggi non solo la testimonianza più appassionata di quelle stagioni, ma anche la «cronaca» più fedele, ancorché o proprio in quanto frammentaria, di un tempo che volle sfidare le convenzioni e le convenienze di sempre per 'tirare su la schiena', una buona volta. E proporsi, in tutti i sensi, all'aperto." (A.C.)
La terra della prosa. Narratori italiani degli anni zero (1999-2014) Cortellessa A. (Cur.) - L'orma, 2014 - Fuoriformato. Nuova Serie
Stando a una tradizione non troppo fededegna, gli italiani sarebbero un popolo di poeti (oltre che di santi e navigatori). Di sicuro, non di narratori. Se anzi c'è un pregiudizio condiviso, riguarda la nostra presunta inabilità al romanzo. Ma forse si tratta solo di spostare il punto di vista. E se, al di là dei talenti nazionali, le forme della narrativa restano al centro del campo letterario, è perché non sono più quelle di una volta. Sono vive in quanto cambiano, si adattano ai tempi, e ai luoghi, che mutano. Il nostro è un panorama in forte movimento: che nelle ultime stagioni, against all odds, ha offerto più d'una prova ragguardevole. E allora sarà il caso finalmente di leggerli, i narratori che hanno segnato gli anni Zero, lanciando forti segnali che è ora di uscirne. Questa antologia seleziona trenta autori, all'esordio dal 1999 ai giorni nostri, e affianca ai testi di ciascuno un'ampia dote di strumenti bibliografici e critici: così da proporsi come libro di lettura e, insieme, di studio. Perché questi due momenti non sono fra loro alternativi, bensì l'uno il nutrimento e lo stimolo dell'altro. Se pretendere di storicizzare il presente condanna al paradosso di Zenone, scopo primario del libro è quello di consentire comunque, a chi lo prenda in mano, un incontro, trenta incontri, anzi. Che nel loro insieme compongono una cartografia attendibile, forse, del futuro prossimo, o del presente remoto, che appartiene a noi tutti.
Gruppo 63. Il romanzo sperimentale. Col senno di poi Balestrini N. (Cur.) Cortellessa A. (Cur.) - L'orma, 2013 - Fuoriformato. Nuova Serie
"Palermo 1965, che cosa intende per romanzo la nuova avanguardia italiana? Sta per nascere un nuovo romanzo d'avventura? C'è un'ala "cinese" nell'avanguardia italiana? Su questo e altri temi, a Palermo, dal 3 al 9 settembre 1965, hanno dibattuto i critici e gli scrittori del Gruppo 63. Qui è dato il resoconto completo della discussione: le relazioni introduttive di Badili e Guglielmi, gli interventi di Arbasino, Balestrini, Celli, Colombo, Curi, Davico Bonino, Dorfles, Eco, Giuliani, Guglielmi, Leonetti, Mizzau, Pagliarani, Pignotti, Porta, Sanguineti, Spatola, Spinella, Tagliaferri, Testa, e una serie di scritti post factum di Di Marco, Ferretti, Filippini, Gozzi, Lombardi, Manganelli, Marmori, Miccini, Perriera, Vasio" (dalla copertina dell'edizione del 1966). 2013. 1965, ritorno a Palermo. La neoavanguardia parla di romanzo, ossia qualcosa che stando alla vulgata proprio non le competerebbe. E invece leggendo "Il romanzo sperimentale" (uno strano attrattore, un oggetto dissonante e babelico, forse a sua volta un "iper-romanzo" congegnato da un virtuoso del cut-up come Nanni Balestrini) si può avere l'impressione opposta: che fu in quell'occasione che ci si ricominciò ad appassionare alle strutture narrative, agli intrecci, persino ai personaggi. Oggi si tende a pensare che cominciò allora quello che - molto tempo dopo - verrà chiamato postmoderno. Alla riproduzione fedele dell'ormai introvabile libro del '66 si aggiunge ora un corposo resoconto "Col senno di poi"...