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Libri editi da Las con argomento Al

LIBRO   9788821315114

La morale del deseo. La dimensione etica dei film di Pedro Almodovar Butera Renato   -  Las, 2021  -  Fuori Collana

L'interesse per il tema nasce da una affermazione che Pedro Almodóvar fece in occasione dell'uscita del film La legge del desiderio (novembre 1987) che asserisce: «È molto pericoloso vedere i miei film con una morale convenzionale: io ho la mia morale e così pure i miei film». Nella consapevolezza che il tema possa risultare ampio e impegnativo, si vuole conoscere l'opera del regista da una prospettiva originale che faccia emergere una visione antropologica intesa come osservazione del comportamento e delle caratteristiche dell'essere umano presenti nei suoi film. Che cos'è l'etica che Pedro Almodóvar reclama come "mia"? Tentare di trovarla e delinearla è l'obiettivo di questo testo. Il cineasta non ne ha mai dato una definizione personale, ma dall'analisi dei suoi film, di cui è anche sceneggiatore, e dalle innumerevoli dichiarazioni rilasciate alla marea di testate giornalistiche di varia nazionalità, generaliste o specializzate, si può presumere che la descrizione che ci pare più vicina alla sua sensibilità e formazione si possa ricavare da una definizione di Fernando Savater, filosofo spagnolo contemporaneo, rappresentativo di un pensiero laico vicino a quello del regista: «Etica come arte di vivere, come progetto ragionevole per armonizzare le esigenze sociali della libertà, come coscienza dell'autonomia responsabile, come riflessione critica sui valori istituzionalizzati». Questa di Savater è una definizione condivisibile che nello specifico del cinema di Almodóvar rischia una deriva individualistica che assume le caratteristiche proprie della postmodernità, riassumibili in un'etica personalizzata al punto di essere determinata da circostanze più che da fondamenti universali. Tra le intenzioni del volume non è contemplata quella di mettere a raffronto la morale del regista con il quadro assiologico della morale convenzionale; né tantomeno suscitare il confronto-scontro di scuole etiche differenti. Si vuole, invece, verificare la dichiarazione del cineasta facendone affiorare i temi etici più frequenti, e lasciando che a dare forza all'affermazione siano le stesse immagini con cui l'autore narra e comunica la sua visione del mondo. A questo studio spetta il compito di verificarne e documentarne l'esistenza attraverso l'analisi della narrazione arricchita da una sensibilità antropologica da cui far emergere lo spessore umano dei personaggi e la complessità dei loro vissuti in stretta relazione con il contesto culturale postmoderno. Il libro analizza sincronicamente alcuni importanti temi etici tra i più ricorrenti. Si distinguono argomenti quali la felicità, la libertà, la responsabilità. Si descrivono le tematiche della solidarietà e della compassione, due dei valori più celebrati dal regista e opposti alla solitudine, che considera come un male assoluto, alla stregua della stessa morte. Si tratteggiano poi l'idea di giustizia nella personalissima rappresentazione del cineasta, la fede con le sue rappresentazioni, e l'atteggiamento di fronte alla morte e alla limitatezza umana. Tale atteggiamento evidenzia una angoscia "dopata" in un primo momento dall'edonismo, poi maturato in una accettazione consapevole, ma non definitivamente serena. E ancora le relazioni e i modi di rappresentazione della famiglia, del matrimonio e delle "famiglie alternative", con le madri, vere anime del cinema almodovariano; i padri quasi esclusivamente negativi, assenti e irresponsabili, redenti nell'ultima produzione del regista; e infine i figli e i rapporti di fratellanza e amicizia. Passioni e desiderio sono temi peculiari di tutto il cinema di Almodóvar. In questo lavoro si fa risaltare la loro forza morale che, al di là del bene e del male, spinge gli esseri umani a muoversi verso scelte determinate dal cuore e dalla mente: la morale del deseo.

€ 24.00
LIBRO   9788821315435

Don Paolo Albera. Gli anni del rettorato (1910-1921)  -  Las, 2022  -  Studi

Il volume raccoglie i contributi presentati al Convegno Internazionale di studi su don Paolo Albera (1845-1921), tenutosi il 30-31 ottobre 2021 presso l'Università Pontificia Salesiana di Roma. Il centenario della morte ha costituito l'occasione per riscoprirne la figura di Superiore generale (1910-1921). A don Albera toccò operare all'interno di una società diversa da quella ottocentesca: nuove ideologie si imponevano con forza, nuove pedagogie venivano alla ribalta, la Chiesa stessa affrontava inedite situazioni. Non se la sentì di abbandonare la tradizione, di cui aveva assorbito i tratti spirituali ed educativi caratterizzanti, ma si rese conto che non era più sufficiente rifarsi a don Bosco e a don Rua. Procedette allora, sia pure con grande cautela, ad uno sviluppo dell'intuizione originaria del fondatore, ad un approfondimento del carisma ereditato, ad un aggiornamento delle normative canoniche e del rapporto dei Salesiani con l'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Appena nominato ispettore a Marsiglia (1881) corse il rischio di vedere chiuse tutte le case francesi e da direttore spirituale della Società (1892-1910) vide i Salesiani costretti all'esilio o formalmente "secolarizzati"; nel 1907 condivise con don Rua le sofferenze per i "fatti di Varazze". Ma pure il suo rettorato (1910-1921) fu carico di tensioni: ad inizio mandato non poté impedire la soppressione delle case salesiane in Portogallo e l'esilio dei Salesiani, così come in Asia Minore, dove si aggiunse una grave crisi interna all'ispettoria. Durante la guerra mondiale dovette assistere, impotente, alla distruzione, requisizione e danneggiamento di decine di case, all'arruolamento forzato di oltre mille confratelli, un centinaio dei quali poi deceduti o con la salute fortemente compromessa. Né furono tranquilli gli ultimi anni del rettorato, in presenza di una faticosa ricostruzione postbellica. Per quanto costretto per causa di forza maggiore a moderare l'impressionante sviluppo della Congregazione salesiana del ventennio precedente, alla sua morte don Albera la lasciò in ottima salute, spiritualmente rafforzata, pronta a riprendere lo slancio delle origini.

€ 23.00
LIBRO   9788821313943

Don Paolo Albera maestro di vita spirituale Giraudo Aldo   -  Las, 2021  -  Csdb-Opere Edite Di S. Giovanni Bosco

Tutti coloro che incontrarono il secondo successore di don Bosco don Paolo Albera (1845-1921), nei vari periodi della sua vita, ebbero l'impressione di scorgere in lui una creatura dolcissima. Il suo viso giovane, illuminato da un perenne sorriso, si mantenne tale anche in vecchiaia. Solo i capelli erano diventati bianchi come la neve. Gli occhi limpidi fissavano gli interlocutori con la gentilezza e la luminosità di un fanciullo. Il modo di parlare lento e penetrante andava diritto al cuore. Era magrolino, delicato di salute. Quando rifletteva su di sé, sovente era preso dalla malinconia. Si sentiva inadeguato, privo delle qualità necessarie a un successore di don Bosco, lontano dalla perfezione richiesta a un religioso. Quando si relazionava con gli altri appariva tutta l'amabilità, la delicatezza, la bontà della sua umanità. Era dotato di una profonda capacità di ascolto e aveva il dono del discernimento. Tuttavia, se guardiamo alle sue azioni, ai viaggi instancabili, al fervore del suo apostolato, alla profondità dei suoi insegnamenti, alla molteplicità delle fondazioni, allora ci appare un uomo completamente diverso: la più ardente delle creature. Faremmo un torto a questo salesiano così dolce, amabile, indulgente col prossimo se non ricordassimo che fu uno dei più fermi, compatti e tenaci temperamenti, che seppe guidare con chiarezza di visioni e con fermezza la Società Salesiana in uno dei periodi più difficili della sua storia. Il volume è diviso in tre sezioni. La prima presenta la biografia di don Paolo Albera. La seconda espone i punti nodali del suo magistero spirituale. La terza contiene un'antologia dei testi più significativi tratti dalle sue Lettere circolari ai salesiani.

€ 15.00