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Libri editi da Ledizioni con argomento Giudici
L'«Onegin» di Giovanni Giudici. Un'analisi metrico-variantistica Cerneaz Sara - Ledizioni, 2018 - La Ragione Critica
L'inclusione ideale dell'"Eugenio Onieghin" di Aleksandr S. Puskin in versi italiani nell'opera in versi di Giovanni Giudici è per noi, e da tempo, un dato di fatto (solo ragioni esterne hanno fatto sì che "I versi della vita", il "Meridiano" che raccoglie i suoi "Collected Poems", non contenga l'"impresa di parole" alla quale il nostro poeta si dedicò per almeno un trentennio). In ciò, in fondo, al di là delle diversità di gusto dei lettori, sta la differenza tra il "nostro" (intendo generazionalmente) "Eugenio Onieghin" e l'"Evgenij Onegin" tradotto da Ettore Lo Gatto: l'appartenenza indiscussa del primo alla letteratura nella nostra lingua, il suo corrispondere a una "volontà di dire2 (giusta la formula dantesca) autorale che è di natura sorgivamente poetica. Il libro di Sara Cerneaz ci mette ora, nei confronti dei suoi primi lettori (rispondano anche ai nomi di Folena e Contini), nella condizione incomparabilmente privilegiata di chi può assistere alle visitazioni, nell'officina del poema, di colei che Giudici chiamava "La Dama non cercata": quella "che ebbe un tempo nome di Ispirazione". Comincia così, felicemente, una nuova fase nella vita dell'Eugenio Onieghin dentro la letteratura.
Giovanni Giudici 1984-2004: versi, prose, scritti. Atti del Convegno di Studi (Università degli studi di Udine, Udine, 3-5 dicembre 2024) Zucco R. (Cur.) Londero C. (Cur.) - Ledizioni, 2026 - Testi E Testimonianze Di Critica Letteraria
Il titolo Giovanni Giudici 1984-2004: versi prose, scritti individua negli ultimi vent'anni di attività del poeta il focus del convegno udinese (4-5 dicembre 2024) di cui qui si pubblicano gli Atti. La data iniziale è quella dell'uscita, nel 1984, di Lume dei tuoi misteri : libro che marca una significativa discontinuità stilistica dalla produzione precedente; quella terminale vede la stampa di Da una soglia infinita. Prove e poesie 1983-2002, l'ultimo libro pubblicato in vita dall'autore. Al convegno gli organizzatori hanno voluto convocare innanzitutto studiosi e studiose che non avevano avuto l'opera di Giudici fra i propri interesse di ricerca, privilegiando ricercatori e ricercatrici dell'ultima generazione; e hanno inteso rivolgere l'attenzione, oltre che alla poesia, alla scrittura critica e saggistica e alle traduzioni, aprendo nel contempo il ventaglio degli approcci metodologici.
Giovanni Giudici: la poesia, l'archivio Carrara G. (Cur.) Neri L. (Cur.) - Ledizioni, 2026 - Testi E Testimonianze Di Critica Letteraria
La poesia di Giovanni Giudici si propone fin dall'inizio come superamento di una tradizione poetica, quella dell'ermetismo e del neorealismo, e trova una prima affermazione con La vita in versi, nell'epoca del miracolo economico. Mentre si delinea il profilo di un io personaggio che assume i tratti dell'uomo comune, lo stile elabora una modalità di scrittura che tende alla comunicazione con il lettore, alla comprensione e alla narratività, negli stessi anni in cui la neoavanguardia ricerca una linea diversa, eversiva. Ma attraversando i decenni del secondo Novecento, le raccolte successive aprono un nuovo campo di sperimentazione, oltrepassano i confini tra generi e stili, mantenendo comunque l'obiettivo di una poesia che costituisca essa stessa un'esperienza umana ed esistenziale. Da questo punto di vista, le carte edite e inedite conservate all'Archivio Apice si rivelano una ricchissima registrazione di un percorso poetico e intellettuale. I saggi qui raccolti ripercorrono questa traiettoria, mettendo a fuoco la variabilità e l'eterogeneità di una scrittura discontinua, a tratti intensa e continuativa, in altri momenti alternata e lacunosa, ma sempre in dialogo con il concetto di impegno, nei confronti di un linguaggio democratico e della realtà sociale.