Letteraventidue Libri
Libri editi da Letteraventidue con argomento Venezia
Iuav Academics Abroad. Una «città analoga» per Venezia. Ediz. italiana e inglese Sorbo E. (Cur.) Brusegan E. (Cur.) - Letteraventidue, 2020 - Iuav Abroad
Iuav Academics Abroad è un network di Alumni Iuav che ricoprono posizioni accademiche all'estero. Una comunità che condivide radici, metodologie, esperienze e parole fondative come ponti interculturali che connettono Venezia al mondo. In questo volume si condensano visioni quotidiane e ritratti di città, letture istantanee filtrate con le lenti della comune formazione Iuav. Una "città analoga" per Venezia è l'insieme di questi frammenti, uniti dal ruolo di Venezia come caleidoscopio sulla realtà contemporanea e della Università Iuav di Venezia come Scuola.
Venezia di carta Ferrighi A. (Cur.) - Letteraventidue, 2018
Venezia di carta è una "guida" alla Venezia assente. Raccoglie progetti elaborati per la città lagunare tra Ottocento e Novecento non giunti a realizzazione. Costruisce un racconto intorno alle "occasioni mancate" di Venezia. Introdotte da brevi saggi, le schede di presentazione dei singoli progetti imbastiscono un discorso intorno alle idee, alle ipotesi, alle visioni che hanno animato la storia di questa città e ne delineano un'immagine altra. Il volume raccoglie 48 progetti per Venezia dal 1797 al 2008.
Francesco Venezia e Pompei. L'architettura come arte del porgere Dal Co Francesco - Letteraventidue, 2015
Parlando dei musei, Alberto Giacometti ricordava che l'impressione da lui provata visitando il Louvre era simile a quella che si avverte ascoltando un racconto interrotto da reiterati inceppamenti dell'apparato fonatorio. "Tutte quelle opere", scriveva, "hanno un'aria così misera, così precaria, un percorso balbuziente attraverso i secoli, in tutte le direzioni possibili, ma estremamente sommario, ingenuo, per circoscrivere un'immensità formidabile la vita". Capita spesso che anche le mostre d'arte e di architettura suscitino un'impressione analoga, mentre dovrebbero essere concepite e allestite per porre rimedio alla balbuzie di cui scriveva Giacometti. Perché questa condizione si verifichi, è necessario dedicare all'allestimento di una mostra la medesima cura che uno scrittore dotato riserva ai racconti, eliminando gli "impedimenti fonetici" dal fluire delle immagini e delle suggestioni, offrendole, e così facendo interpretandole, alla intelligenza di chi osserva. Allestire una mostra appartiene all'arte del porgere.