Lubrina Bramani Editore Libri
Libri editi da Lubrina Bramani Editore con argomento Te
Dentro il teatro. I palchisti tra teatro Riccardi e teatro Donizetti Epis Clelia - Lubrina Bramani Editore, 2020 - Varia
In principio si chiamava Teatro Riccardi, come il carismatico impresario che lo aveva costruito, e dal 1897 è per tutti il Teatro Donizetti. Da oltre due secoli non è solo un contenitore di spettacoli oppure un edificio che segna il volto della Bergamo Bassa, è piuttosto parte dell'identità stessa della città, spazio di una storia collettiva. Le complesse vicende che nel tempo hanno animato la vita del Teatro Donizetti hanno preso forma grazie all'impegno, ai contrasti, alle idee dei cittadini più illustri che si sono sempre sentiti chiamati in causa rispetto alle decisioni per esso più significative, segno dell'importanza che al Teatro ininterrottamente è stata assegnata. Non va nascosto il perenne contrasto tra i proprietari di palco e le diverse proprietà, così come tra i palchisti e gli impresari fino al 1938 quando il Teatro passò definitivamente sotto la gestione del Comune di Bergamo. A documentazione di tutto questo resta il lavoro di Ermanno Comuzio che nel 1989 ha dato alle stampe Il Teatro Donizetti. Due secoli di storia: un volume costruito sulla verifica delle fonti, la conoscenza diretta degli ambienti, la dedizione di una vita al teatro. Questa pubblicazione dedicata all'Associazione Corpo Palchisti Teatro "Gaetano Donizetti" si è proposta di mettere a fuoco soprattutto gli accadimenti più recenti e raccontare gli aspetti legati al costume, alla beneficenza, alla vita della città e dei suoi protagonisti. Fonti inedite e indispensabili sono state le testimonianze dirette di alcuni membri della stessa Associazione che hanno aiutato nella selezione degli eventi più importanti portando in luce il racconto diretto e accattivante di episodi, profili, relazioni cittadine che nel tempo avrebbero rischiato di perdersi. Ecco allora irrinunciabili la documentazione sui Balli della Croce Rossa che si tenevano nella sala del Donizetti a Carnevale e la correlata festa in costume organizzata per i bambini, i ricordi della grande inaugurazione del 1964 con il Teatro rinnovato, il cambiamento dei costumi e dell'offerta avvenuti nel tempo e la grande rivoluzione portata dal Festival Jazz. Tra i ricordi si ritagliano spazio figure originali del tempo quali, certamente, il maestro Gianandrea Gavazzeni, ma anche l'immancabile maestro Aldo Sala, i personaggi carismatici delle grandi famiglie proprietarie di palco e - più nascoste - figure testimoni della loro raffinata vita quotidiana dalle sarte, ai maestri, al personale di casa. Emerge il ruolo delle grandi signore tutte, sempre, elegantissime. Davanti ai nostri occhi sfilano donna Letizia Saviane Venier, donna Ninì Scotti Guffanti, donna Marina D'Amico Finardi, donna Wanda Bertelli Guadalupi, Lilian Tadini Pandini e ancora Maria Teresa Monzini insieme a tante altre. Sicure nel tessere relazioni, animare feste, perfettamente a loro agio tra le regole e i codici della società, animatrici attive di numerosi avvenimenti benefici, guide per i figli. L'intero lavoro ha voluto dunque dedicare uno spazio organico, come mai era avvenuto, a una realtà associativa legata all'identità della città: un atto dovuto a chi nel tempo ha vissuto "Dentro il Teatro "come protagonista della vita bergamasca.
Il bergamasco in commedia. La tradizione dello Zanni nel teatro di antico regime Agostini Emanuela Ferrone Siro Milesi Giovanni Bramani O. (Cur.) - Lubrina Bramani Editore, 2012 - Biblioteca Di Lingue E Culture Locali
"Questo è un libro necessario. Se oggi può apparire di qualche necessità leggere, pensare, interrogare il passato, ricomporlo e poi raccontarlo: fare storia. Perché questo libro porta un contributo, garbato, gentile, ma deciso, alla lettura della nostra storia. Ma qui, al momento di pronunciare questo aggettivo, 'nostra', so che occorrono delle precisazioni. Perché qualcuno potrebbe oggi - con qualche ragione - avanzare obiezioni: che cosa hanno in comune le storie delle vallate orobiche con quelle della val Tiberina, con quelle della valle dell'Arno, con quelle del grande entroterra napoletano? Nonostante le particolarità linguistiche, folkoriche, spettacolari, artistiche, di ciascuna di queste regioni, e in particolare di quella principale di cui qui ci occupiamo, la risposta che può dare uno storico del teatro che guardi ai referti dei documenti, degli archivi, dei testi e della vita materiale dei secoli alti, non può che essere affermativa. Sì, la storia dello spettacolo, popolare o colto, dell'area bergamasca, è inseparabile dalla storia dello spettacolo che si sviluppò, nell'incrocio e nella frizione di lingue e culture diverse." (S. Ferrone)
Il bergamasco in commedia. Vita, amori e passioni Milesi Giovanni Freri Adriano Bramani O. (Cur.) - Lubrina Bramani Editore, 2012 - Arte E Letteratura. Testi, Studi E Ricer.
"Queste pagine accompagnano la mostra "Il bergamasco in commedia. Vita, passioni e amori" organizzata dalla Provincia di Bergamo in collaborazione con l'Associazione Arlecchin Bergamask. Vi troviamo compendiati gli esiti delle ricerche condotte da Adriano Freri in numerose biblioteche europee. Alla nostra attenzione, ma anche alla nostra divertita curiosità, vengono proposti gli antichi testi degli albori della Commedia dell'Arte, scelti tra i numerosissimi in bergamasco. Il progetto rende omaggio alla tradizione secolare della "commedia di mestiere" nella quale i bergamaschi valorizzarono alcuni fra gli elementi più autentici della loro cultura. Ritroviamo la cara e suggestiva memoria degli Zani, veri e propri padroni della commedia, che a buon titolo rappresentano la folla di bergamaschi emigrati dalle vallate orobiche nella cosmopolita e scintillante capitale della Serenissima. Nella commedia dei bergamaschi troviamo esaltata l'arte della vita che riscatta se stessa da posizioni di umiliante subalternità. Su un piano di ritrovata visibilità vediamo riportata anche la lingua bergamasca di cui possiamo gustare ampi stralci della sua prodigiosa originalità espressiva." (G. Milesi)